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Altre notizie | 14 agosto 2016, 15:02

Strage Nizza, un mese dopo: "Qui la 'musica' è cambiata, ma non smetterò mai di amare questa città"

La testimonianza di un turista "innamorato" di Nizza e del suo fermento culturale dopo la strage del 14 luglio scorso

Strage Nizza, un mese dopo: "Qui la 'musica' è cambiata, ma non smetterò mai di amare questa città"

Quello che è successo esattamente un mese fa nella vicina Nizza rimarrà impresso nelle memorie di tutti ancora per lungo tempo.

Una Nizza che rimarrà ferita ancora a lungo e porterà dentro di sé le conseguenze di una violenza inaudita, inspiegabile che ha visto la dipartita di 84 persone dopo il gesto folle di un tir all’impazzata sulla folla durante la Festa della Repubblica francese.

Abbiamo contatto un cuneese, musicista spesso a Nizza per lavoro, ma, forse, più per scelta. Un amore per questa città che non riesce a spiegare: “Fino all’anno scorso facevo un part time a Nizza dove lavoravo in un’impresa di costruzioni e un part time in Italia. Ora sono a Nizza tutti i weekend perché amo questa città, ma purtroppo per questioni di orari non ho potuto continuare il lavoro in Francia. Quello che vorrei è trovare un lavoro a tempo pieno proprio qui, perché vorrei passarci la mia vita. Non ricordo neanche quando è stata la prima volta che ci sono stato, forse avevo 18 anni: ma è stato subito amore.”

Della capitale della Costa Azzurra, apprezza soprattutto il fermento culturale, lui che ha la passione per la musica, passione espressa fin da bambino, da quando ha cominciato a suonare la chitarra.  

“Qui la musica è cultura, così come continuano a vendere libri e giornali, la stessa cosa vale per la musica appunto, è parte integrante della vita di tutti i giorni, cosa che noi purtroppo non abbiamo ancora imparato neanche lontanamente a concepire” – ci spiega – “mi piacerebbe trovare anche musicisti per ricominciare a suonare un po' seriamente, come qualche anno fa, ma l'ambiente è sicuramente molto professionale e qui i musicisti riescono a vivere di musica, perché la musica è una vera e propria economia di questo territorio.”

Gli  chiediamo se la “musica” è cambiata a Nizza dopo quella tragica sera. “L'ambiente da allora è cambiato radicalmente, meno persone nei locali e nei ristoranti, meno turisti, tanta gente sospettosa come  era prevedibile. Prima i locali dove di solito suonano erano affollati, ora forse solo a metà. Quando si esce dopo il concerto anche nei quartieri della vecchia Nizza c'è un senso di desolazione.”

Una desolazione che per chi ha scelto questa città per il suo fervore, per la sua vita e il suo divertissement lascia davvero l’amore in bocca. “Un vero peccato” – continua – “ma la gente che vive qui me lo dice continuamente: ‘Nizza non sarà più la stessa’. La strage del 14 luglio rimane qualcosa che gli abitanti vogliono dimenticare, con grande sforzo ovviamente. Per il momento non si è ancora ripresa.” – e ci parla dei rapporti in città con le altre culture dopo quel fatto – “Qui l'integrazione con gli islamici ha perso ogni cognizione del tempo, sarebbe inconcepibile non capire che questa cosa è avulsa dalla questione religiosa.”

Ma è infine la speranza a rimanere viva in lui come in altre persone che a Nizza hanno lasciato il cuore.

“Io spero che ritorni come prima.” – conclude – “amo questa città da sempre e anche se oggi è così ferita, non smetterò mai di amarla”.

d.c.

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