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Altre notizie | lunedì 17 luglio 2017, 15:10

Olio di oliva, la nuova annata nelle Alpi Marittime si preannuncia ottima. La fioritura è stata eccellente, ma i pericoli giungono un po’ da tutte le parti

Ma i produttori non si fidano e citano, quasi fosse un mantra, il proverbio “Tant que l’huile n’est pas dans le tonneau…”.

Un uliveto a Nizza

 

Sperano, ma non si fidano: guardano il cielo, controllano se vi sono mosche, scrutano alla ricerca di eventuali funghi.

Sono gli olivicoltori delle Alpi Marittime: dopo un anno disastroso, che ha visto crollare quasi a zero  la produzione di olio di oliva, ora confidano nella nuova produzione.

La fioritura è stata eccellente, ma i pericoli giungono un po’ da tutte le parti.

La “crisi” nella produzione di quest’anno ha fatto lievitare il prezzo di un litro di olio extra vergine di oliva, produzione locale, fino a vette quasi inaccessibili, si arriva  a toccare i 25 euro il litro, anche se la media, sempre piuttosto alta,  è di 14 euro.

Così nel PACA, dove si produce il 60% dell’olio di oliva francese, è allarme rosso: la concorrenza spagnola, con prezzi abbordabili, è percepibile a tutti i livelli.

Nel PACA si produce il 60% dell’olio di oliva consumato in Francia, ma la Spagna approfitta della crisi di produzione e sfrutta anche al meglio la realizzazione di sistemi di produzione meno individuali, per affondare un colpo quasi decisivo.

Del resto quest’anno sono state prodotte al massimo 3.400 tonnellate di olio nella Regione del Sud Est francese. Alcuni puntano il dito contro il numero troppo elevato delle aziende: troppi produttori “piccoli”, con produzioni limitate, che fanno lievitare i costi di produzione  e hanno maggiori difficoltà a contrastare la concorrenza, soprattutto in momenti di difficoltà.

Dall’altro lato si fa notare che la soluzione di riunire i produttori in grandi aziende , forzatamente, colpirebbe le specificità e le differenze che costituiscono un vero patrimonio per l’agro alimentare.

Occorre giungere ad una sintesi che aiuti a salvaguardare le produzioni, ma anche ad assorbire i colpi che natura e clima infliggono al sistema produttivo. Intanto la produzione di quest’anno, follie del clima e arrivo di mosche o comparsa di funghi a parte, dovrebbe essere eccellente.

Ma i produttori non si fidano e citano, quasi fosse un mantra, il  proverbio “Tant que l’huile n’est pas dans le tonneau…”.

 

 

 

Beppe Tassone

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