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Politica | mercoledì 11 ottobre 2017, 18:00

Estrosi a tutto campo sul terrorismo:” La Francia come Israele!”, sì al riconoscimento facciale, espulsione per chi delinque

Il vertice di Nizza lo ha accreditato come uno degli interlocutori principali nel dialogo tra comunità locali e stati centrali nella lotta al terrorismo

Christian Estrosi

Christian Estrosi ormai appare spesso su tutte le reti televisive francesi: il vertice di Nizza con i sindaci delle maggiori città europee, il Ministro dell’Interno francese e il Commissario Europeo alla sicurezza, lo ha accreditato come uno degli interlocutori principali nello stretto dialogo tra comunità locali e stati centrali in un argomento chiave come è quello della lotta al terrorismo.

Proprio nel corso di un’intervista televisiva rilasciata all’emittente Europe 1, Christian Estrosi è tornato su un argomento al quale da tempo è molto sensibile.

Quello della piena applicazione dei sistemi di riconoscimento facciale delle persone, un sistema che, secondo il sindaco di Nizza, sarebbe in grado di scongiurare azioni terroristiche. “Dall’inizio dell’anno, ha detto nel corso dell’intervista, ho effettuato una decina di segnalazioni al Procuratore della Repubblica”. Nizza è infatti una città pioniera nei sistemi di video sorveglianza e l’autorizzazione alla utilizzazione delle applicazioni di riconoscimento facciale sarebbe di estremo aiuto.

Un altro argomento trattato è quello di una certa somiglianza tra la situazione francese e quella dello Stato d’Israele: “Siamo nel pieno di una guerra che ci viene condotta contro all’israeliana. Non rispondere all’israeliana, coinvolgendo tutte le amministrazioni, tutte le collettività ed anche la popolazione, sarebbe un errore”.

Dopo aver detto che, se avesse ancora ricoperto l’incarico di parlamentare, avrebbe vitato a favore della recente legge francese in tema di lotta al terrorismo, Christian Estrosi ha chiuso sottolineando che “il fatto di permettere la sosta sul territorio nazionale ad un certo numero di persone perfettamente identificate dai servizi di polizia e che per la maggior parte già sono comparse davanti a qualche tribunale non può più ammissibile. Uno straniero che abbia commesso infrazioni estremamente gravi o dei fatti di violenza non può continuare a restare in Francia”.

Beppe Tassone

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