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Altre notizie | domenica 22 ottobre 2017, 08:00

“Ose la tendresse!”: da mercoledì 25 ottobre le Reliquie di San Vincenzo de Paoli alla Chiesa dei Domenicani a Nizza

“Amiamo Dio, fratelli miei, ma amiamolo a nostre spese, con la fatica delle nostre braccia, col sudore del nostro volto”

L'interno della Chiesa dei Domenicani, Nizza

Per cinque giorni la reliquia del cuore di San Vincenzo de Paoli giungerà in pellegrinaggio alla chiesa dei Domenicani, in Rue Saint François de Paule a Nizza.

Molte le celebrazioni e i riti religiosi in programma dal 25 ottobre fino a domenica 29 ottobre.

Questo il calendario delle cerimonie e delle altre iniziative.

Mercoledì 25 ottobre

alle 12,05 il Vescovo di Nizza Mons. André Marceau celebrerà una Messa di apertura del pellegrinaggio.

Sabato 28 ottobre

dalle 14 alle 16 presentazione del Carisma Vincenziano;

dalle 16 alle 18 conferenza su San Vincenzo de Paoli;

dalle 21 alle 24 Veglia di preghiera

Domenica 29 ottobre

Ore 11 Messa di chiusura del pellegrinaggio.

La venerazione della reliquia avverrà tutti i giorni dalle 8,30 alle 18,45, inoltre nella sala Saint Dominique, a fianco della chiesa, verrà proiettato un film sulla vita di San Vincenzo de Paoli con i seguenti orari: mercoledì 25 ottobre ore 20,30, giovedì 26 ottobre e venerdì 27 ottobre ore 10, 17 e 20,30.

Infine tutti i giorni alle ore 8 le Lodi, alle ore 12,05 la celebrazione della Messa e alle ore 19 i Vespri.

Sulla vita e sulle opere di San Vincenzo de Paoli ecco quanto ha scritto il quotidiano cattolico l’Avvenire: “Nato a Pouy in Guascogna il 24 aprile 1581 e fu ordinato sacerdote a 19 anni. Nel 1605 mentre viaggiava da Marsiglia a Narbona fu fatto prigioniero dai pirati turchi e venduto come schiavo a Tunisi. Venne liberato dal suo stesso «padrone», che convertì. Da questa esperienza nacque in lui il desiderio di recare sollievo materiale e spirituale ai galeotti. Nel 1612 diventò parroco nei pressi di Parigi. Alla sua scuola si formarono sacerdoti, religiosi e laici che furono gli animatori della Chiesa di Francia, e la sua voce si rese interprete dei diritti degli umili presso i potenti. Promosse una forma semplice e popolare di evangelizzazione. Fondò i Preti della Missione (Lazzaristi) e insieme a santa Luisa de Marillac, le Figlie della Carità (1633). Diceva ai sacerdoti di S. Lazzaro: “Amiamo Dio, fratelli miei, ma amiamolo a nostre spese, con la fatica delle nostre braccia, col sudore del nostro volto”. Per lui la regina di Francia inventò il Ministero della Carità. E da insolito «ministro» organizzò gli aiuti ai poveri su scala nazionale. Morì a Parigi il 27 settembre 1660 e fu canonizzato nel 1737”. (Avvenire)

Beppe Tassone

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