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Altre notizie | lunedì 13 novembre 2017, 08:00

Tiroide: una nizzarda denuncia due ministri per la questione del Levothyrox modificato

Mentre continua la fila davanti alle farmacie italiane per acquistare il farmaco equivalente, i Tribunale francesi alle prese con migliaia di denunce

Una farmacia di Boulevard Gambetta a Nizza

La questione Levothyrox si allarga a macchia d’olio ed ora saranno anche i tribunali delle Alpi Marittime a dover aprire dei dossier sul farmaco per la cura della tiroide la cui formula sarebbe stata modificata dalla ditta produttrice. Montecarlonews aveva raccontato, in un servizio del 30 settembre (clicca qui) la caccia nelle farmacie italiane all’Euthyrox, l’equivalente italiano del “vecchio”  Levothyrox e delle proteste dei  malati alla tiroide in tutto l’Esagono causati dai gravi effetti secondari che la “nuova versione” del farmaco provocherebbe.

Così è la giustizia, come spesso accade, a scendere in campo per sostituirsi all’inerzia di altre istituzioni.

Una nizzarda, la signora Anne-Catherine Colin-Chauley, responsabile dell’associazione “Alerte Thyroïde”, ha fino ad ora presentato numerose denunce in Tribunale ipotizzando contro la Merck, che produce il farmaco,  la “mise en danger de la vie d’autrui”.Dal canto suo, l’azienda produttrice, che ha modificato la formula solo in Francia pare su richiesta dell’Agence Nationale de Sécurité du Médicament (ANSM), assicura che sono solo stati gli eccipienti ad essere cambiati, ma migliaia di pazienti francesi controbattono segnalando di soffrire di vertigini, mancanza di equilibrio e affaticamento oltre ad una recrudescenza dei marcatori. In poco tempo sono state raccolte 250mila firme a sostegno di una petizione e sono ormai centinaia le denunce presentate un po’ in tutta la Francia.

Madame Anne-Catherine Colin-Chauley ha deciso ora di “alzare il livello” dello scontro giudiziario: in queste ore presenterà delle denunce per “non-assistance à personne en danger” nei confronti di due ministri francesi: Agnès Buzyn ministro de la Santé, e Bruno Le Maire  ministro de l’Économie.

La sua denuncia dovrebbe, contemporaneamente, essere imitata da numerosi altre  presentate in diversi tribunali di Francia. Intanto è iniziata anche una pressione nei confronti del Presidente Emmanuel Macron, sarebbe un suo parente che risiede nell’Isère che sarebbe intervenuto nei confronti dell’inquilino dell’Eliseo per sensibilizzarlo ad una questione che si sta trasformando in dramma per molti francesi.

Assicurazioni sul ritorno alla vecchia formula ne sarebbero stati forniti molti, ma la questione avanza lentamente: meglio ricorrere alla giustizia con denunce a valanga che potrebbero sbloccare la situazione.  

Beppe Tassone

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