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Eventi | mercoledì 13 dicembre 2017, 18:00

“Biskra: Rêver d’une oasis” al Musée Matisse

L’esotismo per noi “occidentali” non è mai scomparso. La mostra aperta fino al 28 gennaio 2018

“Biskra: Rêver d’une oasis” al Musée Matisse

Chi si aspetta di ammirare qualcuna delle famose ed affascinanti odalische di Matisse, resterà deluso, ma certamente non chi ritiene importante conoscere e capire le fonti della cosiddetta “ispirazione artistica”.

E fonte lo è stato il viaggio in Nord-Africa per molti artisti tra l’800 e il ‘900: basti pensare a pittori come Klee o a scrittori come Gide o musicisti come Bartok. Non bastavano i colori della Provenza, dove molti venivano a vivere e a lavorare: la forte suggestione della luce nordafricana li spingeva a rinnovare la propria tavolozza e scoprire punti di partenza per elaborazioni successive. E l’obiettivo della mostra di portare uno sguardo culturale su questo aspetto è raggiunto.

Un’occasione per fare i conti non solo con le fonti “esotiche” degli artisti europei, ma anche con l’occupazione coloniale. Conti non ancora fatti del tutto (non solo dai francesi), se si riflette per esempio sul monumento installato sulla Promenade dedicato ai caduti nella guerra che portò alla cacciata dei francesi dall’Algeria: la lastra di marmo ricorda le date 1830-1962 e si spezza drammaticamente all’altezza del 1962. Una frattura nella storia (liscia?) come se quella del 1830 non lo sia stata per le popolazioni magrebine.

Matisse soggiornò nella primavera del 1906 nell’oasi di Biskra, occupata dai francesi nel 1844 e diventata ben presto una “nuova Monte Carlo” per i soggiorni invernali, un soggiorno troppo breve come scriverà lui stesso “Come pittore ho visto cose interessanti, ma evidentemente ci sono stato troppo poco”. E infatti dipinse sul posto un solo quadro “Rue à Biskra”, ma certo molto è rimasto nella sua memoria e lo si scoprirà in opere successive, a partire dal famoso “Nu bleu. Souvenir de Biskra” dell’anno successivo, considerato una pietra miliare dell’arte moderna e qualificato dai critici come Venus Africaine.

L’esposizione su questa affascinante oasi di Biskra (oggi una cittadina di 200.000 abitanti) è divisa in 7 sezioni, è ben costruita e ricca di documenti dell’epoca, di immagini, foto, diari di visitatori, persino di piantine dell’epoca che evidenziano il contrasto tra i 7 villaggi in terra battuta in seno all’oasi con le moschee e mercato e la pianta a scacchiera della città francese attorno al forte militare (una guarnigione di ca. 500 soldati), con la chiesa, i giardini pubblici, gli alberghi Royal o Palace, il Casino, le Terme, insomma tutto ciò che faceva parte della ...belle époque.

Non mancano i manifesti per i turisti europei che pubblicizzano feste e giochi d’azzardo, spettacoli di danzatrici, passeggiate a dorso di cammello, corse ippiche e fantasie equestri.

E che dire poi della diffusione delle cartoline postali, letteralmente proliferate all’inizio del secolo? Ce n’è per tutti i gusti. Oltre alla ricca documentazione fotografica originale, sono interessanti i filmati documentari (alcuni dei fratelli Lumère) e il film “Le jardin d’Allah” girato a Biskra nel 1927.

E nel museo si possono anche ascoltare una selezione delle registrazioni di musica locale ed estratti di opere di Bartok ispirate proprio a questa famosa oasi. Insomma sognare una permanenza nell’oasi è comunque presente anche ai giorni nostri: l’esotismo per noi “occidentali” non è mai scomparso.

Il Musée Matisse si trova in Avenue des Arènes de Cimiez 164 a Nizza, la mostra si potrà visitare fino al 28 gennaio 2018.      

Renato Sala

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