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Altre notizie | domenica 18 febbraio 2018, 10:00

I tram di Nizza sono pericolosi o ultra sicuri?

Si apre lunedì un processo nei confronti di un conducente accusato di omicidio involontario per la morte di un passeggero. Dall’inchiesta emergono dubbi sul sistema di frenata dei tram

Un processo, che si aprirà lunedì 19 in tribunale, a Nizza, dovrebbe far chiarezza su una questione che preoccupa e non poco quanti utilizzano il tram per i proprio spostamenti (e non solo nella capitale della Costa Azzurra, ma in tutta la Francia).

Un conduttore verrà giudicato per “omicidio involontario” a seguito della morte di un anziano passeggero che si trovava a bordo del mezzo pubblico.

I fatti

L’11 aprile 2015 a seguito della repentina e violenta frenata di un tram di Nizza che si trovava fra le stazioni di Saint Jeand’Angély e Saint Roch, un passeggero perse l’equilibrio, cadde battendo la testa e perse la vita.

In un primo tempo sembrò che tutto dovesse essere attribuito ad un tragico incidente portando all’archiviazione dell’inchiesta, ma, a seguito delle indagini, emerse che la frenata repentina era stata causata dal fatto che il conducente non aveva azionato, in tempi definiti, un sistema di allerta che serve ad assicurare il “sistema” tramviario che tutto sta andando per il meglio a bordo del mezzo pubblico.

In pratica si tratta della Vacma, un bottone che ogni conducente deve schiacciare regolarmente per confermare che le sue condizioni di salute sono ottimali. Serve soprattutto per prevenire i danni da colpi di sonno o da malesseri improvvisi. Di qui l’accusa di “omicidio involontario”, in quanto la morte del passeggero avvenne a causa di una frenata dovuta alla responsabilità del conducente che non aveva schiacciato a tempo debito il bottone di sicurezza.

Proprio da questo rinvio a giudizio è emersa una problematica che ora sta mettendo sotto accusa i tram francesi e potrebbe anche portare a sviluppi clamorosi. In pratica la “frenata” in caso di non attivazione della Vacma sarebbe troppo repentina e violenta, così da poter potenzialmente causare anche gravi problemi ai passeggeri.

La persona deceduta a Nizza non è stato un episodio sporadico, altri casi gravi si sono verificati in Francia. La ragione sarebbe quella della scelta, da parte della casa costruttrice dei tram, di “attivare” un sistema di frenaggio ultrarapido quando, secondo i regolamenti, i sistemi di arresto potrebbero essere anche addolciti.

In pratica esistono quattro sistemi di frenaggio che hanno un’intensità che si sviluppa tra il 29% e il 97%: quella adottata sui tram è la più rapida. Sia il difensore del conducente, sia i parenti della vittima chiederanno lunedì al Tribunale francese un supplemento di indagine per comprendere se sia corretto escludere tre sistemi “intermedi” e applicare solo il più rapido.

Sarà il giudice a decidere, con un bel dilemma del quale si è fatto portavoce lo stesso 1er adjoint di Nizza Philippe Pradal che ha sottolineato come sia stato chiesto alle autorità francesi, per i tram della Ligne 2, di poter sperimentare sistemi di frenaggio meno repentini a scaglionati a seconda delle esigenze.

Con un “ma” che paventa un dilemma che può essere tragico.

Chi si deve privilegiare: il bambino che, in bicicletta attraversa la strada al tram in piena corsa o la nonna che è a bordo?

In pratica la frenata deve essere repentina o addolcita, consci che gli effetti si riveleranno ben diversi? Da lunedì 19 febbraio la risposta spetterà al Tribunale e ai periti.        

Beppe Tassone

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