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Altre notizie | venerdì 16 marzo 2018, 07:00

Giorni contati per la Cappella Ortodossa della Dormition de Marie?

Si trova in un vecchio fabbricato che un tempo ospitava un magazzino per lo stoccaggio del carbone. Dagli anni Sessanta è adibito a Cappella Ortodossa, ora i locali sono stati messi in vendita

Cappella Ortodossa della Dormition de Marie, Nizza

Può essere sfuggita a molti, ma a due passi dal Porto di Nizza, in Rue Fodéré 3, alle spalle dell’Église Notre Dame du Port, sorge una Cappella Ortodossa  legata al Patriarcato di Serbia.

Si trova in un vecchio fabbricato che un tempo ospitava un magazzino per la vendita e lo stoccaggio del carbone. Negli anni Sessanta dello scorso secolo i locali  vennero affittati da un’associazione ortodossa e il primo prete che l’ebbe sotto la propria responsabilità, Eugraph Kovalevsky, che era anche Vescovo Ortodosso di Saint Denis, la decorò all’interno con le immagini dei Santi del territorio nizzardo (Réparate, Marguerite, Honorat, Hospice, Pons) assieme con la flora del luogo, in un’esplosione di mimose, pini, ulivi e palme.

Da allora questa cappella ha svolto un ruolo importante per i fedeli ortodossi: il luogo di culto è dedicato alla “Dormition de Marie”, secondo la tradizione ortodossa, infatti,  la Vergine morì senza sofferenze, nella pace spirituale, mentre per i cattolici venne “assunta” in Cielo.

Problemi non ve ne sono mai stati, almeno fino ad un anno fa, quando la proprietaria dell’intero palazzo è morta e il fabbricato è stato ereditato da più persone. Costoro hanno deciso di mettere in vendita il palazzo dopo averlo suddiviso in lotti. Per il lotto della Cappella della Dormition de Marie chiedono 265mila euro, cifra che non è nella disponibilità dell’Association Cultuelle Orthodoxe Notre-Dame de la Dormition.

Il rischio è quello che, ad agosto, a scadenza del contratto, la Cappella Ortodossa debba cessare di essere un luogo di culto. Impossibile chiedere un prestito al Patriarcato, spiegano i dirigenti dell’associazione, perché alla Cappella non è classificata come bene storico, l’unica possibilità è di ottenere contributi da privati che aiutino ad uscire da una situazione che si fa ogni giorno di più difficoltosa.

Lo stesso Principato di Monaco potrebbe dimostrarsi sensibile, assieme con il Dipartimento delle Alpi Marittime.

Si sta anche studiando la possibilità di affittare, dall’ipotetico nuovo proprietario, i locali utilizzandoli per il culto e come sala culturale. Tante soluzioni vengono analizzate, ma il mese di agosto si avvicina.

Beppe Tassone

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