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Altre notizie | sabato 14 aprile 2018, 19:00

“Adesso basta!”, nasce un’Associazione per tutelare la cucina nizzarda

Il Pan Bagnat proposto con miele e mozzarella ha scatenato reazioni ed ora viene chiesta a gran voce una legge di tutela delle ricette regionali

Pan Bagnat

Viene in mente Paolo Conti con il refrain della canzone Bartali: “Tra i francesi che s'incazzano”. A Nizza questa volta davvero non l’hanno presa bene e hanno deciso che è giunta l’ora di dire “Basta”.

La storia del Pan Bagnat proposto all’aeroporto in un’improbabile ricetta a base di miele, prosciutto e mozzarella non è passata sotto silenzio. Anche perché è l’ultimo anello di una storia infinita che ha visto proporre la salade niçoise con patate e fagiolini e la “pissaladière” col pomodoro: ultimi esempi dei quali Montecarlonews ha dato notizia a suo tempo.

Così un gruppo di nizzardi ha deciso di creare un’associazione con lo scopo di chiedere ai parlamentari di darsi da fare per riempire un vuoto legislativo, prevedendo una legge che tuteli anche le ricette della cucina locale. “Non siamo dei pasdaran”, sottolineano i responsabili della neonata associazione, ma non si può distruggere la cultura locale che ha nel cibo una delle proprie ricchezze.

In Francia, in effetti, vi sono leggi che hanno istituito l’AOP e l’AOC: vini e prodotti sono tutelati, ma non quando si trasformano in ricette. Non vi è solo il territorio nizzardo sotto pressione, analoghe situazioni si manifestano nei Paesi Baschi e nel Sud Ovest della Francia.

Spazio dunque alla richiesta di una legge e, contemporaneamente, avvio di uno studio per la creazione di un dossier con l’obiettivo di iscrivere la cucina nizzarda nel patrimonio immateriale dell’Unesco.

Socca, pissaladière, pan bagnat, beignets, ravioli, petit farci e “merda de can”, per fare solo qualche esempio, meritano un minimo di rispetto.  

Beppe Tassone

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