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Business | mercoledì 10 ottobre 2018, 10:00

Gioco: misure per proteggere i giocatori

Dallo studio di un regolamento igienico-sanitario che potesse riguardare anche le sale che non necessitassero di opere edilizie per aprire, sono state create due nuove norme che riguardano la luce nelle sale da gioco ed il fumo.

Gioco: misure per proteggere i giocatori

Il gioco d’azzardo sia nelle sue forme più tradizionali che nella variante online continua ad essere al centro dei dibattiti politici e sociali. I dati statistici relativi alla spesa che i cittadini dedicano al gioco, le cifre relative alle entrate che questo settore garantisce all’erario e le percentuali di giocatori che manifestano problemi di dipendenza generano ogni sorta di dichiarazioni, azioni ed interventi normativi.

Per quanto concerne il territorio italiano, la protezione dei cittadini dai rischi del gioco d’azzardo rimane uno dei punti più caldi delle politiche sociali. Mentre la regolamentazione del gioco è nelle mani del potere centrale, le misure per il controllo dell’offerta sul territorio nascono delle iniziative delle amministrazioni locali. Dalla metà di Luglio è in vigore il Decreto Dignità che ha dato un limite e un argine a questo fenomeno anche se c’è da sottolineare come molte amministrazioni locali avevano già introdotto provvedimenti che si traducono in un ulteriore inasprimento delle regole relative all’offerta di gioco attraverso gli apparecchi slot machine.

Alle norme già attive in merito alla limitazione degli orari di funzionamento delle slot e alla distanza minima di 500 metri delle sale da gioco di nuova apertura da una serie di luoghi sensibili e di 100 metri dagli sportelli bancomat e “compro oro”, ora se ne aggiungono altre che nascono da un gruppo di lavoro che ha visto la collaborazione di Ulss, polizia locale e sportello anti-ludopatia.

Dallo studio di un regolamento igienico-sanitario che potesse riguardare anche le sale che non necessitassero di opere edilizie per aprire, sono state create due nuove norme che riguardano la luce nelle sale da gioco ed il fumo.

Vediamo più in dettaglio di cosa si tratta. Il primo divieto indica che le sale da gioco devono essere strutturate in modo da non far perdere la cognizione del tempo ai giocatori. Tradotto in termini pratici significa che le porte e le vetrate non potranno essere schermate completamente, ma dovranno invece consentire alla luce naturale di filtrare all’interno dei locali almeno per il 50% della loro superficie. L’obiettivo è quello di diminuire l’isolamento dei giocatori e dare loro indicatori chiari del tempo che trascorrono giocando.

La seconda misura, invece, vieta di collocare macchine slot nelle aree riservate ai fumatori. Questa decisione nasce dal fatto che esistono studi che dimostrano una correlazione tra fumo e gioco d’azzardo, mentre online l’offerta di giochi resta aperta ai maggiorenni e controllata dall’AAMS che verifica le giocate alla roulette, baccarat, slot e scommesse sportive.

Il gruppo di lavoro coinvolto ha tenuto a precisare che queste sono comunque misure transitorie, poiché è necessario puntare a politiche più ampie e che coinvolgano tutto il territorio Ulss, altrimenti si rischia di vanificare gli effetti di questa regolamentazione che punta a proteggere i cittadini dai rischi della ludopatia.

Sull’efficacia di queste e di altre misure di controllo dell’offerta che sono state adottate in diverse parti del territorio nazionale, esistono però voci discordanti. Un esempio su tutti è offerto dalle dichiarazioni fatte da Federico Tonioni, Ricercatore dell’Istituto di Psichiatria e Psicologia nella Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, intervenuto in una trasmissione radiofonica proprio dedicata al tema del gioco d’azzardo. Lo psichiatra e psicoterapeuta ha affermato che spostare o allontanare i luoghi in cui si può giocare può avere poco o nessun effetto sulla compulsione verso il gioco d’azzardo e che gli interventi contro il GAP dovrebbero concentrarsi sulla prevenzione.


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