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Business | venerdì 12 ottobre 2018, 10:30

Credito al consumo e risparmio: ad agosto salgono i prestiti ma scende la raccolta obbligazionaria

Credito al consumo e risparmio: ad agosto salgono i prestiti ma scende la raccolta obbligazionaria

Agosto è stato un mese di transizione per il mercato bancario e finanziario del Belpaese. Sicuramente va ricordato che è un mese particolare, visto che è quello preferito un po’ da tutti i cittadini per andare in vacanza e rilassarsi, ma i dati che emergono da un’Indagine pubblicata in questi giorni dalla Banca d’Italia, dal titolo “Banche e moneta: serie nazionali”, spingono a fare una riflessione un po’ più approfondita, legata anche al periodo economico-politico di incertezza che si sta vivendo in Italia negli ultimi mesi.

Cominciamo con le buone notizie. Il trend positivo del settore del credito al consumo si conferma , con un +2,6% di richieste di prestiti personali su base annua, risultato che supera, seppur di poco, anche il +2,5% di luglio. Nello specifico le richieste di prestito da parte dei privati sono salite del 2,7%, mentre quelle provenienti dalle società e dalle imprese hanno registrato un incremento dell’1,2%.

Tra i finanziamenti ai privati bisogna segnalare il netto rialzo delle richieste di prestiti INPDAP (approfondimenti su http://www.calcoloprestito.org/guida/inpdap), ossia quei prestiti particolarmente agevolati che vengono concessi ai dipendenti pubblici, sia pensionati che lavoratori ancora attivi, di cui vi abbiamo già parlato in un precedente articolo.

La ragione della maggior mobilità del settore dei prestiti la si può trovare in un altro dei dati presenti sull’Indagine di Bankitalia: le sofferenze, ossia i finanziamenti non regolarmente restituiti, sono scese del 20,8%, percentuale che conferma quella di luglio, -20,9%, e testimonia una maggior solidità economico-finanziaria delle famiglie. Per completezza di trattazione va segnalato anche che il significativo calo delle sofferenze è dovuto anche ad alcune operazioni di cartolarizzazione da parte di alcuni istituti eroganti.

Sul versante delle notizie meno entusiasmanti troviamo un aumento dei tassi d’interesse, sia per i mutui, per i quali si registra una media del 2,21% a fronte del 2,15% di luglio, sia per i nuovi finanziamenti personali e finalizzati, che arrivano fino all’8,37%, sia per i finanziamenti dedicati alle aziende, che passano dall’1,48% di luglio all’1,55% di agosto, anche se non si può negare che il costo dei prestiti, dei mutui in particolare, continui ad essere molto basso in questo momento storico, nonostante gli allarmi lanciati dagli esperti che ne prevedono un rialzo, anche significativo, dal 2019.

Altro settore che sembra soffrire è quello del risparmio. Se, infatti, da un lato si registra una crescita del 4,3% dei depositi sui conti correnti da parte dei privati, dall’altro si assiste a uno scivolone del 18,2% della raccolta obbligazionaria, entrambi segnali di una sostanziale non fiducia nel mercato da parte dei consumatori, i quali non si arrischiano volentieri a immobilizzare capitali per periodi medio-lunghi, almeno finché non sarà più chiara la strategia economica del nuovo Governo italiano.

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