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Altre notizie | lunedì 05 novembre 2018, 07:00

A Nizza parchi e giardini vietati ai cani

Da gennaio il regolamento viene fatto rispettare: 45 euro per le deiezioni non raccolte, 33 se i cani non sono al laccio

A Nizza parchi e giardini vietati ai  cani

Il regolamento comunale, a Nizza, è chiaro: i cani vanno tenuti al laccio ed è vietato introdurli nei parchi cittadini, tranne che nelle aree appositamente riservate.

Fino ad ora era un regolamento “sulla carta” perché non veniva praticamente fatto rispettare, ma da gennaio, da quando la Polizia Municipale e gli Ausiliari dell’ASVP (Agents de Surveillance de la Voie Publique) sono stati “scaricati” dalle incombenze relative ai divieti di sosta, i giardini cittadini  sono pattugliati da 85 agenti dell’ ASVP e per i cani e i loro proprietari la vita si è fatta subito “dura” e “salata”.

Fioccano le ammende: 45 euro (che diventano 68 euro se non si paga entro tre giorni) quando i “migliori amici del cane” si dimenticano di raccogliere le loro deiezioni e 33 euro se non sono, su una pubblica via, tenuti al laccio. Divieto poi di portare i cani nei parchi e giardini, se non nelle aree a loro riservate.

C’è chi è d’accordo e dice che “era ora” e c’è chi protesta in maniera forte e determinata, fra questi i proprietari dei cani che sostengono che la vita dei lori “amici” è diventata impossibile e che non è giusto impedire loro di accedere ai parchi e di potersi muovere liberamente.

Hanno anche fatto una proposta che “mutua” quanto avviene al Central Park di New York e cioè la possibilità di portare i cani nei parchi, ma con ammende di 400 euro per chi non raccoglie le deiezioni.

L’amministrazione cittadina ribatte che Nizza è ai vertici fra le città francesi per numero di aree verdi riservate ai cani e agli altri animali domestici: in città sono 11 tra le quali Castel des Deux Rois, Carol de Roumanie, Villa Ratti oltre ad una serie di recinti appositamente riservati agli “amici dell’uomo”.

Così come si fa notare che esiste un regolamento e che va applicato, nell’interesse della pulizia della città e, soprattutto, per rispettare i bambini che vanno a giocare nei parchi e che, non raramente, s’imbattono in “sorprese” poco gradite. Ma la contrapposizione è forte e le petizioni si sprecano.  

Beppe Tassone

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