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Business | 10 marzo 2019, 07:00

La Foire de Nice ha aperto i battenti

La Foire de Nice esalta il territorio del Sud Est e la sua vocazione europea

Il taglio del nastro alla Foire de Nice

Il taglio del nastro alla Foire de Nice

Il taglio del nastro tricolore da parte di Christian Estrosi ha dato il via all’apertura delle porte della Foire de Nice, svelando un insieme di stand che, in aree diverse, spaziano in diversi settori e danno l’idea dell’importante realtà economica rappresentata dal Sud Est francese.

Il turismo è importante, essenziale, ma la realtà produttiva locale non si ferma lì e Nizza ne è la tangibile dimostrazione.
Così la Foire si trasforma in una passerella, in una sorta di grande pellicola sulla quale scorrono prodotti diversi accomunati, per buona parte, da origine e commercializzazione proprio in questo lembo di Francia, ai confini con l’Italia ma con gli occhi concretamente volti verso l’Europa.

Si tratta di una Fiera pensata per concludere e promuovere affari, non potrebbe essere diversamente, ma che svela un territorio che produce e che sa raccontare se stesso attraverso un’esposizione in grado di sintetizzare in quattro aree espositive settori diversi e sensibilità varie.

Nessun settore esce privilegiato, ma insieme viene assicurato un contributo per trovare soluzioni o risolvere problemi. Senza spacconate, con un atteggiamento molto soft: la tranquillità della fiera, la serenità dell’atmosfera, l’assenza del vociare rappresentano un comune denominatore diverso, sicuramente accattivante, in grado di consentire un approccio più ragionato e meno emotivo. I conti si tireranno alla fine, sia per quanto concerne il numero delle presenze sia per il volume di affari generato.

Il primo giorno di fiera è un po’ come quello di scuola: buoni propositi e buona volontà. Saranno i giorni a venire a dire se la fiera ha raggiunto il suo obiettivo, quello di far incontrare domanda ed offerta e contribuire a rivelare le potenzialità del territorio senza lunghi spostamenti, limitandosi a passare da uno stand all’altro.


Beppe Tassone

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