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Business | 03 aprile 2019, 17:05

In quali Paesi del mondo non è possibile giocare d’azzardo?

Il betting deve fare i conti con la stringente legislazione nazionale di ogni Stato che tenderebbe fortemente a limitare questa pratica.

In quali Paesi del mondo non è possibile giocare d’azzardo?

Il gioco d’azzardo è diffuso, al giorno d’oggi, quasi worldwide. E’ proprio quel “quasi”, tuttavia, a guastare la situazione. Il betting, infatti, deve fare i conti con la stringente legislazione nazionale di ogni Stato che tenderebbe fortemente a limitare questa pratica. Per questo motivo, molti bookmaker hanno sede in paradisi fiscali del betting come Malta o hanno sede in piattaforme mobili in acque internazionali. I motivi che spingono i governi degli Stati ad essere fiscali con il gioco d’azzardo sono, sostanzialmente, due: i rischi legati alla dipendenza e il grande reddito che è possibile ricevere. Gli Stati mettono, per l’appunto, delle leggi che tutelino, da una parte, la salute del giocatore e, dall’altra, che rimpinguano le casse nazionali. Ci sono Paesi, tuttavia, dove il gioco d’azzardo è severamente vietato con multe molto salate per chi trasgredisce la legge. Vediamo quali sono.

I Paesi islamici e la legge religiosa

Quasi tutti i Paesi islamici condannano e vietano categoricamente il gioco d’azzardo materiale mentre molti sorvolano sul gioco online. Molti Stati nemmeno hanno i mezzi per controllare il gambling online, ma questo soprattutto nei Paesi meno sviluppati. Se prendiamo in considerazione, per esempio, gli Emirati Arabi Uniti, il gioco d’azzardo è vietato in ogni sua forma. La pena può essere di addirittura 2 anni di carcere. Anche in Qatar le scommesse sono illegali in ogni sua forma, persino le scommesse sportive non sono tollerate. Il gioco underground prolifera anche se il prezzo da pagare è molto duro in caso si venga scoperti. Molti bookmaker, altrimenti, non hanno sede in Qatar ma in altri Paesi del mondo, in tal modo la legge viene aggirata e non del tutto infranta.

L’Estremo Oriente ed il Giappone

In Estremo Oriente, il gioco d’azzardo è illegale in Corea del Nord, in Cambogia, in Brunei e in Giappone principalmente. In Corea del Nord, per esempio, è vietato il betting in ogni sua forma, sia online che materiale ma con alcune eccezioni. L’unico casinò del Paese, quello di Pyongyiang, la capitale, è aperto solo ai turisti. La stessa situazione la troviamo, pressapoco uguale, in Cambogia. In Giappone il gioco d’azzardo era vietato fino a non molti anni fa anche se alcune prefetture ne proibiscono l’esecuzione. Uno dei pochi metodi permessi era il pachinko, una tipologia di gioco d’azzardo simile all’occidentale slot - machine. In alcune regioni, tuttavia, sono state applicate leggi che permettano la pratica del gioco off - line o sono state preparate strutture e mezzi appositi per raggiungere i casinò legali. In questo modo tutti sono stati accontentati, anche laddove non era proprio possibile giocare.

Il caso europeo e la Polonia

Il gioco online resta illegale in Giappone, ma è stata varata una legge nel 2016 secondo la quale è possibile aprire un casinò solo in luoghi appositi quali resort o stabili dotati anche di una sala svago, una sala conferenze e camere come gli hotel presenti a Macau o simili. Solo recentemente sono state varate altre leggi sulla liberalizzazione del gioco d’azzardo ma tutto è ancora da decidersi. Come in molti altri Stati dell’Unione Europea, la Polonia permette il gioco d’azzardo anche online ma sotto uno stretto controllo regolamentare. In Polonia, per esempio, le piattaforme offshore non sono molto tollerate dal governo locale che sta cercando, ormai da due anni, di modificare il decreto sul gioco d’azzardo. Ogni tentativo di aggirare o infrangere la legge, in Polonia, è severamente punito. Per questo motivo, se da un lato alcuni provvedimenti hanno alleggerito alcuni aspetti, altre modifiche allo statuto vigente ne hanno reso più severo l’esercizio. Meglio non sfidare queste potenze.

ip

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