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Eventi | 08 aprile 2019, 18:00

Da Palmira ad Aleppo, una mostra fotografica alla Galerie Lympia

Il lavoro di Michel Eisenlohr si rivela di grande libertà artistica, lontano da ogni scuola stilistica

Galerie Lympia

Galerie Lympia

Fino al 9 giugno 2019, la Galerie Lympia, che si trova al porto di Nizza, ospita la mostra fotografica "Palmyre Apamée Alep" di Michel Eisenlohr.

La mostra, che è anche un invito a riflettere sul patrimonio e sulla conservazione dei siti archeologici che testimoniano l’esistenza e la storia dell’uomo, si articola in diverse tappe.

Prima tappa: Aleppo. Una delle città più antiche al mondo, crocevia tra Mediterraneo e Mesopotamia. Riflette la dolcezza della vita: una certa libertà emerge dalla città, libertà che si esprime nella possibilità di fotografare gli abitanti e la loro vita quotidiana senza alcun vincolo.

Seconda tappa, gli antichi villaggi della Siria settentrionale, le famose "città morte" come Serjilla, che testimoniano la fusione tra il mondo pagano dell'impero romano e il cristianesimo bizantino. Qui il tempo non passa. Solo le sontuose architetture con simboli misteriosi incisi sulla pietra rimangono come un tributo finale di una civiltà scomparsa. Più a sud c'è Hamah e le sue impressionanti norie, un ingegnoso sistema a ruota idraulica che risale alla notte dei tempi.

Terza tappa: il Krak des Chevaliers, la cui vista non può che entusiasmare gli appassionati di storia e letteratura sui crociati. Una località che il fotografo definisce grezza, ma eccezionale per i contrasti di luce.

Quarta tappa: nel mezzo del deserto, dopo diverse ore di guida, appare la mitica Palmyra. Ci sono luoghi, in un viaggio, che sono inevitabili perché portano in loro tutta l'essenza di un Paese. Palmyra è un punto fisso e immaginario.
A Palmyra, emergono la grandezza e la poesia delle rovine. La luce imprime il suo segno, cesellando il volume delle colonne, scolpendo il rilievo dei fregi scolpiti, segnando il terreno con ombre ritmiche. Il tempio di Bel si trova in alto al centro di maestosi portici. I mausolei solitari della necropoli resistono al sole. In lontananza, la sagoma della cittadella veglia sulla pianura millenaria.

Ultima tappa: Damasco. Nel silenzio delle rovine fanno spazio l'abbondanza di colori e l'odore delle spezie. Lo sguardo non può che essere afferrato dalla vita gorgogliante delle bancarelle, dai tessuti fluttuanti, dai vicoli bui e lastricati, dal crocevia sonoro, da questa arte di vivere che riunisce le diverse comunità in condivisione e rispetto. I colonnati di rovine romane si incontrano con le arcate della grande moschea degli Omayyadi, con antichi trafori, i motivi geometrici dell'arte islamica. L'accoglienza dei siriani, anche in questi luoghi di preghiera, è calda e serena.

Nato a La Ciotat nel 1974, Michel Eisenlohr presenta un itinerario fotografico che è frutto e sintesi della passione per la letteratura, una sorta di corso universitario sui riti dell'iniziazione e un gusto per l'altro che rinnova in ogni destinazione.

Fu durante un viaggio nel 1998 nel paese dei Dogon che fece le sue prime foto. Da allora, continua le sue relazioni in Francia e all'estero, nel Mediterraneo, nell'Africa occidentale in Medio Oriente, in India o, più recentemente, in Islanda e in Asia.

Si concentra sul paesaggio urbano: ha ritratto Marsiglia, Genova, Porto, Aleppo, Reykjavik e Hong Kong, ha fotografato città fantasma, località “nuove” dalle architetture contemporanee. Le sue immagini vagano tra i luoghi della memoria e quelli del cambiamento e del rinnovamento radicale.
Il lavoro di Michel Eisenlohr si rivela di grande libertà artistica, lontano da ogni scuola stilistica.

L’ingresso alla mostra fotografica di Michel Eisenlohr è libero e gratuito.

La Galerie Lympia si trova al Porto di Nizza, nel vecchio locale che occupava le carceri, sul quai Entrecasteaux numero 2.

Beppe Tassone

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