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Altre notizie | 20 aprile 2019, 08:00

“Lu chaudèu”, il dolce pasquale di Nizza

Alla ricerca delle tradizioni. Vuol dire “i riscaldati” e il nome deriva dalla lavorazione

“Lu chaudèu”, il dolce pasquale di Nizza

Nizza ha il “suo” dolce di Pasqua: non solo uova di cioccolato o le italianissime colombe per addolcire le feste, ma anche “lu chaudèu”.

Letteralmente vuol dire “i riscaldati” e il nome deriva dalla lavorazione.

Si tratta di una brioche a forma di corona, impreziosita dal profumo e dal gusto dei fiori d’arancio e guarnita con piccole uova colorate.

Gli ingredienti sono semplici, come tutte le ricette popolari, questa risale addirittura al Medio Evo: farina, zucchero, uova, lievito di birra, sale, olio di oliva, acqua insaporita dai fiori d’arancio.

Il nome deriva dal fatto che la farina viene lavorata nell’acqua bollente perché lieviti più rapidamente, da qui “les échaudés” o, in nizzardo, “lu chaudèu”.

Anche la colorazione delle uova che fanno da contorno alla brioche, nell’antica ricetta medioevale, è naturale.

Allora il verde si ricavava dall’immersione delle uova nell’acqua nella quale sono state cotte delle bietole tagliate, il giallo dall’acqua nella quale si erano fatti cuocere zafferano, cipolle e buccia di limone, il marrone dall’acqua nella quale si era fatta cuocere della polvere di legno di campeccio (albero tropicale) e un pizzico di allume, il rosso dalla cottura nell’acqua di cocciniglia, allume e succo di limone.

Beppe Tassone

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