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Business | 28 maggio 2019, 08:00

Amianto: i doveri del padrone di casa

Dal 2013, i proprietari devono mettere una certificazione a disposizione dell'inquilino, consegnandola su sua semplice richiesta

Béatrice Alazard

Béatrice Alazard

Tutti i proprietari di abitazioni ammobiliate o vuote il cui permesso di costruzione sia stato rilasciato prima del 1° luglio 1997 sono tenuti ad effettuare la  diagnostica dell’amianto (conosciuta come dossier amiante partie privative: DAPP) ottenendo il rilascio di un’attestazione.

Dal 1 ° aprile 2013, i proprietari devono mettere questa certificazione a disposizione dell'inquilino, consegnandola su sua semplice richiesta (fa eccezione solo l’affitto di una casa individuale ad uso abitazione quale una villa).

Questo obbligo è espressamente richiamato  anche nel contratto di affitto.

Due sono i casi che possono manifestarsi:

- Se l'assenza di amianto è rilevata dalla diagnosi il periodo di validità della certificazione è illimitato.

- Se invece la diagnostica certifica la presenza di amianto al  proprietario è richiesto:

  • Di valutare periodicamente lo stato di conservazione dei materiali e dei prodotti contenenti amianto (periodicità di 3 anni);
  • Di effettuare, per quanto possibile, un'analisi approfondita dei rischi, in particolare attraverso la misurazione delle polveri nell'atmosfera;
  • Di effettuare interventi migliorativi anche attraverso misure precauzionali quali lavori di isolamento o di rimozione dell'amianto.

Se le verifiche non sono state fatte, il prefetto può prescrivere al proprietario dell'immobile, di effettuare la ricerca  dell'amianto entro un termine fissato e, se necessario, costringerlo a lavori di rimozione dell'amianto.

Il proprietario può anche essere multato fino a 1.500 euro.

Béatrice Alazard

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