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Fashion | 28 maggio 2019, 16:41

Festival di Cannes: viaggio semiserio nel Palais des Festivals durante la 72esima edizione

Come lavorano i giornalisti accreditati a #Cannes69? Racconto tra il serio e il faceto di una giornata tipo all'interno del celebre Palais durante il Festival Internazionale del Cinema

Festival di Cannes: viaggio semiserio nel Palais des Festivals durante la 72esima edizione

Se il cinema è "un mondo che si accorda ai nostri desideri" (citazione dal film 'Il Disprezzo', diretto da Jean-Luc Godard nel 1963), il Palais des Festivals di Cannes rappresenta lo scrigno dei desideri e quest'anno le porte si sono aperte al nostro quotidiano. Accreditarsi all'evento, vale a dire ottenere il pass per poterlo seguire dall'interno, non è così semplice. Se è ampiamente superata la distinzione tra stampa cartacea e online (sembra una banalità, ma chi opera nel web da oltre 10 anni conosce bene la discriminazione iniziale e l'evoluzione del settore), occorre dimostrare agli organizzatori che il giornale ha i numeri in termini di lettori e di seguito sui social network e garantire una determinata copertura alla manifestazione.

Una volta a destinazione, fatti i selfie 'necessari' dinnanzi al red carpet e superati i controlli di sicurezza, diciamo che l'entrata del Palais per gli addetti ai lavori non è esattamente uguale alla Montée des Marches per le star, ma l'importante è esserci. La prima curiosità è il mercato dei film, da non confondere con il Marché du Film per i professionisti dell'industria cinematografica mondiale, che si svolge nell'ambito del 72° Festival. Siccome le proiezioni quotidiane delle pellicole non sono le stesse per tutti, fuori e dentro il Palais avviene uno scambio tollerato di inviti e sin dal mattino si vede gente attendere paziente con in mano un cartello indicante il titolo desiderato. Le donne col vestito buono e gli uomini come pinguini, perché siamo a Cannes ed è richiesto giustamente un certo decoro.

Alla stampa sono riservate delle visioni speciali, accessibili gratuitamente fino ad esaurimento posti. Tradotto: basta azzeccare la fila (bisogna fare attenzione a disporsi in corrispondenza del colore del badge), mettersi in coda circa mezz'ora prima e sperare che non chiudano la sala proprio quando è il tuo turno. Stessa regola per le conferenze stampa. La salle de presse o press room (al Festival le uniche due lingue disponibili, anche sui dépliant e per le traduzioni simultanee, sono Francese e Inglese) ospita 300 persone, davanti seduti i giornalisti, dietro in piedi i fotografi ed i cameramen. Chi rimane fuori può comunque assistere alla conferenza su appositi schermi. I divi compaiono, fanno il loro mestiere di attori, registi, produttori tanto sulla Croisette quanto in sala stampa, non si sottraggono ad autografi e foto (non sarà professionale, ma davanti a Russell Crowe chi se ne frega!) e scompaiono circondati da corpulente guardie del corpo.

Il vero luogo di lavoro è il WiFi Café al 3° piano del Palais, dove chi arriva prima si sceglie un posto lungo la vetrata con una splendida vista sulla città vecchia e sul porto, chi arriva dopo si sistema comodamente ai tavolini ed i ritardatari sgomitano e si arrangiano per terra. Per il resto lo scrigno dei desideri è un continuo saliscendi, attrezzato sino all'ultimo piano, dove si trova la terrazza per le interviste. La gentilezza regna sovrana, ad ogni livello c'è un infopoint e ovunque hostess, steward e sorveglianti, che ti rammentano di tenere stretta la borsa. L'atmosfera è frizzante e si respira davvero un'aria internazionale.

 

rg

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