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Altre notizie | 08 luglio 2019, 19:00

L’ebbrezza di un tuffo in mare, anche se non si potrebbe…

Ogni giorno un’ottantina di ragazzi raggiunge Rauba Capeu per tuffarsi nelle acque della Baia

Tuffo a Rauba Capeu

Tuffo a Rauba Capeu

Due giorni fa una ragazza ha rischiato grosso: si é tuffata dagli scogli di Rauba Capeu, non ha calcolato bene le distanze, ed é andata a sbattere contro gli scogli. Per fortuna nulla di grave.

Sarebbero dovuti sparire, invece ogni giorno, per tutta l’estate, una media di un’ottantina di ragazzi ha “scavalcato” la staccionata a Rauba Capeu e si è addentrata fra gli scogli per poi provare l’ebbrezza di un tuffo in mare.

Una serie di lavori sono stati realizzati per mettere fine a questa “moda” che è alquanto pericolosa, ma invano.

La Baia, l’altezza, il numero di persone che staziona ad ogni ora Rauba Capeu vicino all’hashtag #ILoveNice e che fotografa e filma, rappresentano un richiamo forte al quale molti ragazzi non sanno dire di no.

Così i salti in mare continuano nonostante la porta di accesso al sito sia stata definitivamente chiusa e una parte di scale rimosse: si passa dal mare, attraverso la spiaggia o scavalcando la ringhiera e scendendo attraverso gli scogli, poi il tuffo in mare.

La polizia, che con un battello pattuglia la costa ogni giorno, ha cercato di dissuadere i ragazzi, ma è impotente e così i tuffi continuano. Anche se sono pericolosi.

Del resto Rauba Capeu non è l’unico punto della costa meta dei ragazzi che vogliono tuffarsi dall’alto, il più ambito pare sia nei pressi della plage de Saint Laurent d’Èze che consente un “salto” di 17 metri.  

La "storia" dovrebbe finire il prossimo anno quando i Bains de la police avranno un nuovo gestore a seguito della gara di appalto che si sta svolgendo proprio in questi giorni. Ma per quest'anno: fate attenzione, ragazzi!

Beppe Tassone

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