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Altre notizie | 09 settembre 2019, 19:00

Come ad Ustica: Nizza non dimentica l'incidente aereo

Il Caravelle in volo tra Ajaccio e Nizza precipitò in mare al largo di Antibes: morirono 95 persone di cui 13 bambini. A distanza di 51 anni emergerebbero responsabilità dei militari

Il Monumento alle vittime a Carras

Il Monumento alle vittime a Carras

Ricorre l’11 settembre il 51° anniversario dell’incidente aereo di cui fu vittima un Caravelle in volo tra Ajaccio e Nizza si inabissò al largo di Antibes: morirono 95 persone di cui 13 bambini.

Domani, martedì 10 settembre 2019, la Città di Nizza commemorerà il 51° anniversario della catastrofe aerea.

Una Messa di suffragio sarà celebrata alle ore 10,30 dal Vescovo, Monseigneur André Marceau, nella Chiesa di Sainte-Hélène.

Successivamente delle corone saranno poste davanti al Monumento al Jardin Ferber con l’accompagnamento di canti tradizionali corsi del gruppo  Ava Corsica.

Mezzo secolo dopo s’inizia a fare un poco di chiarezza su un fatto che ricorda quello del DC 9 dell’Itavia inabissatosi a Ustica. Il Caravelle in volo tra Ajaccio e Nizza precipitò in mare al largo di Antibes: morirono 95 persone di cui 13 bambini.

Fino ad ora le varie inchieste non hanno fatto chiarezza sulle responsabilità ed un monumento, a Carras, all’estremo ovest della Promenade des Anglais, ricorda il tragico incidente aereo.

Ora, a mezzo secolo di distanza, è stata riaperta l’inchiesta a seguito delle dichiarazioni di un tecnico dell’ORTF (l'Office de Radiodiffusion-Télévision Française) presente al sequestro di una banda sonora che avrebbe svelato le responsabilità dell’esercito francese nella vicenda. In pratica sembrerebbe, stando a quanto afferma l’avvocato Paul Sollacaro, che tutela le famiglie dei superstiti, che l’11 settembre 1968 fosse in atto un’esercitazione dell’Armée e che un missile, per errore, avrebbe colpito l’aereo che stava per atterrare a Nizza.

Proprio in questi giorni il giornale on line "Corsica Oggi" ha rilanciato l'ipotesi del missile come risulta dall'articolo che riprendiamo integralmente:

Da quasi 51 anni, è quasi l’unica cosa che le parti civili dicono: “Riconoscimento”.
La mattina del 5 luglio, nell’ufficio del giudice istruttorio Alain Chemama, responsabile del caso sull’incidente del volo Air France 1611 Ajaccio-Nizza dell’11 settembre 1968 costato la vita a 95 persone, i fratelli Paoli avevano diritto a questo inizio di riconoscimento.
“Il giudice istruttore ha detto alla famiglia che la tesi del missile, che sarebbe all’origine dello schianto, e che ha sostenuto per 50 anni, è stata molto seria. Come è stato scritto sul processo verbale”. dice Paul Sollacaro, avvocato dei fratelli Paoli.
L’incontro è stato tanto più simbolico perché è avvenuto alla presenza di un altro giudice. “Alain Chemama lascia le sue funzioni di giudice istruttore alla fine di agosto e desidera che la signora Nicolas, che gli succede nelle sue funzioni, sia presente”, prosegue l’avvocato.
ll penalista, se fosse ancora necessario, ricorda che le famiglie delle vittime, in totale 95, reclamano “niente soldi, nemmeno un processo, dopo così tanti anni”. “Vogliono solo ottenere un riconoscimento. Oggi, mentre c’è un riconoscimento giudiziario, è il momento di essere sul riconoscimento politico”, dice l’avvocato.

La tragedia al largo di Antibes avvenne l’11 settembre 1968, quella di Ustica il 27 giugno 1980: per molti versi parrebbero sovrapponibili. 

 

Beppe Tassone

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