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Altre notizie | 12 luglio 2019, 18:00

La mia “storia” della campana

Il campanile ha ritrovato il suo splendore e ne esce arricchito, grazie ad una nuova campana, che completa la gamma armonica. Fotocronaca

La "storia" della campana nella fotocronaca di Luisella Cappio

La "storia" della campana nella fotocronaca di Luisella Cappio

Ebbene sì... finalmente i teli e l'impalcatura che hanno avvolto per mesi, sia la Basilica di San Michele che il suo campanile, dopo essere stati sottoposti ad una ristrutturazione, iniziata lo scorso settembre, caleranno definitivamente e sarà permesso a tutti noi di ammirarne lo splendore e a loro di vegliare con la loro maestosità sulla bella città di Mentone.

Ho seguito i lavori dal mio piccolo angolo di vita, da dove si può ammirare la città vecchia e il meraviglioso campanile, che con i suoi cinquantatre metri di altezza svetta nel cielo.

Il campanile, non solo ha ritrovato il suo splendore, ma ne esce arricchito, grazie ad una nuova campana, che completerà la gamma armonica, posizionata accanto alle altre tre già esistenti, i cui nomi sono Saint Michel,  Carlo Maria e Saint Isidor.

Ma l'evento straordinario e aggiungerei anche unico, è che la campana è stata proprio creata in riva al mare all'Esplanade des Sablettes.

Che meraviglia aver potuto assistere alla colata il giorno prima, ma ancor di più averla vista "nascere" in una magica serata di primavera il giorno successivo, accompagnata dalle note musicali di un pianoforte a coda, sapientemente suonato da una brava pianista di Venezia.

Bellissima la sensazione di poterla toccare ancora calda e annerita.
La nuova campana, il cui peso è di 237 Kg., una volta terminati i lavori di pulizia, per rendere il bronzo lucido, è stata portata a spalle fino alla Basilica di San Michele, passando tra le caratteristiche vie della città vecchia.

La solenne cerimonia del battesimo si è svolta il 7 aprile, alla presenza di tutte le autorità cittadine e della senatrice delle Alpi Marittime e consigliere dipartimentale signora Colette Giudicelli, che in qualità di madrina ha imposto il nome di Cloche Saint Pierre.

Ho avuto il piacere di poter salire in cima al campanile, grazie al montacarichi esterno usato dagli addetti ai lavori,  per ammirare lo straordinario panorama della città  e veder posizionata nella sua sede, accanto alle altre tre "sorelle" la nuova cloche.

Inutile descrivere la grande gioia e l'emozione  che ho provato in quel momento, per aver potuto assistere fin dall'inizio a questa bellissima realtà.
Mi piace terminare questo articolo con le parole che le sono state incise :
Mi chiamo Saint Pierre
Colata ai piedi della Basilica in occasione del suo restauro,
Canto le gioie e le suppliche nel cielo di Mentone
.

Luisella Cappio

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