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Altre notizie | 14 luglio 2019, 18:00

A Villa Massena ricordate le 86 vittime della strage sulla Promenade

Tutte le stragi, in questi momenti, sembrano assomigliarsi: la mia mente va a Bologna, alla strage della stazione, al ricordo che, anno dopo anno, trova i parenti delle vittime uniti nel chiedere chiarezza e le istituzioni a volte accolte, a volte contestate

Nizza, 14 luglio 2019, Villa Massena

Nizza, 14 luglio 2019, Villa Massena

I parenti delle vittime entrano in silenzio e trovano posto sulle sedie allineate di fronte a Villa Massena: anche se sono solo le nove del mattino il sole batte forte e le foglie delle palme sembrano giocare col vento.

L’atmosfera è quella dei momenti del ricordo, di quando, in forma collettiva, si torna con la mente ad un evento tragico che ha inciso in modo diretto sulla carne, sul cervello, sulla vita dei presenti.

E’ il momento della commemorazione, del dolore privato e di quello pubblico, delle rivendicazioni, delle richieste.

Tutte le stragi, in questi momenti, sembrano assomigliarsi: chissà perché ma la mia mente va a Bologna, alla strage della stazione, al ricordo che, anno dopo anno, trova i parenti delle vittime uniti nel chiedere chiarezza e le istituzioni a volte accolte, a volte contestate.

A Nizza la strage è ancora “giovane”, il ricordo di quanti non vi sono più ancora prevale, ma la richiesta che il mausoleo delle stragi, il luogo ove tutta la nazione possa trovarsi per ricordare i “propri” morti a causa del terrorismo, è forte e fa parte di tutti gli interventi.

Parlano i parenti, le associazioni, il Sindaco Christian Estrosi e il Prefetto delle Alpi Marittime, Bernard Gonzales.

Poi, sotto il sole che batte, in piedi ad ascoltare gli 86 nomi delle vittime che, quest’anno, sono diventati 87.

La cerimonia va avanti, nella tristezza, ma anche nella convinzione che se non si comprendono le ragioni, se non si scoprono anche gli angoli più bui e nascosti, le vittime non avranno giustizia.

Il mausoleo provvisiono, alle spalle, le ricorda con le loro fotografie, in attesa che una struttura possa raccontare al mondo la follia di una sera d’estate, un camion bianco e 86 vite salite verso cielo, senza una colpa, se non quella di essere nel posto sbagliato, dopo un momento di festa, sulla strada di casa, mentre dal cielo alcuni gocce di pioggia sembravano preannunciare un temporale che poi non ci sarebbe stato.

Al fondo di questo articolo una rassegna fotografica.

Beppe Tassone

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