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Nizza | 14 luglio 2019, 07:00

Nizza 14 luglio 2016: historia magistra vitae

La storia ci deve essere maestra, deve aiutarci a non dimenticare e a fare tesoro anche delle peggiori nefandezze

Testimonianze lungo la Promenade del Anglais

Testimonianze lungo la Promenade del Anglais

Historia magistra vitae, sostenevano gli antichi romani. La storia è maestra di vita: sono trascorsi appena tre anni dall’attentato di Nizza, da quel 14 luglio 2016, che molto ha cambiato, non solo nella vita di tante persone e di una città intera, ma anche nel percorso dell’umanità.

Un attentato che ha colpito in un momento di festa, in una delle capitali mondiali del turismo, che ha “segnato” col sangue la modifica dell’arredo urbano di una città e la percezione di sicurezza attraverso interventi strutturali.

Il 14 luglio 2016 è una data destinata ad entrare nella storia, con tutte le sue negatività, assieme con altre date che hanno segnato il percorso dell’umanità negli ultimi cento anni.

Dalle Guerre alle persecuzioni, dalla shoah all’11 settembre, dalle stragi etniche alla rinascita del razzismo e ai nazionalismi che si ripropongono ancora più malsani.

Sono passati solo tre anni da quella tragica sera: ho ancora negli occhi quanto vidi il mattino successivo, il bianco dei guanti, delle garze intrise di sangue, delle lenzuola.

I colori dei fiori che la gente portava lungo la Promenade chiusa da delle barriere, in un silenzio spettrale rotto solo dagli aerei che sorvolavano la città e dal suono delle sirene.

Ho negli occhi il pianto di tante persone, il viso di due donne che abitavano a pochi passi da casa mia e che non avrei più rivisto, i mille oggetti abbandonati sulle strade e lungo le spiagge da chi cercava scampo nella fuga.

Tre anni fa, ma sembra ieri.

La storia ci deve essere maestra, deve aiutarci a non dimenticare e a fare tesoro anche delle peggiori nefandezze.
Viviamo in un momento difficile, prima e dopo il1 4 luglio 2016 fatti gravi hanno segnato la nostra vita.

Ma la storia ci deve aiutare a non ripetere gli errori.
Da Nizza ad Auschwitz, da News York a Baghdad, ovunque vi è stato dolore e sofferenza, perché non venga dimenticato, perché non diventi solo una pagina nell’antologia delle vita umana.

Nizza si affaccia sul Mediterraneo, un mare azzurro, certo, ma anche rosso di sangue.

Un mare che annovera spiagge meravigliose e luoghi della speranza.
Da Nizza a Lampedusa, in questo 14 luglio, sperando che la storia sia magistra vitae e che chi dovrebbe guidare i Paesi l’abbia studiata…


Beppe Tassone

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