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Altre notizie | 13 agosto 2019, 07:00

Climatizzatori: esplode il “caso” a Nizza

Due espliciti divieti ne rendono irregolari una parte. Non debbono essere visibili e sistemati ad almeno 6 metri dall’alloggio del vicino. Occorre anche l’autorizzazione del condominio. Le sanzioni comminate dalla Procura

Climatizzatori a Nizza

Climatizzatori a Nizza

Nel bel mezzo dell’estate la questione “climatizzatori” esplode a Nizza e potrebbe rivelarsi dirompente.
E’ sufficiente alzare lo sguardo per rendersi conto quanti ve ne sono, sistemati sulle facciate delle case, assolutamente visibili e molto vicini agli alloggi dei vicini.

Il fatto è che…non si può e che una norma che risale al 1° ottobre 2007 lo vieta e detta le regole per poter installare i climatizzatori.

E’ necessario avanzare istanza agli uffici del comune che hanno due mesi per istruire la pratica e, nel caso di alloggi posti nel centro, anche di chiedere pareri supplementari all’ufficio dell’Architectes des bâtiments de France.
I divieti sono, in ogni caso, sostanzialmente due:

  • Sulle facciate principali e su quelle che si affacciano sulle strade i climatizzatori non possono essere installati. Fanno eccezione le terrazze a condizione che non siano assolutamente visibili dalla strada.
  • La distanza dall’alloggio del vicino deve essere di almeno 6 metri e quest’ultimo può chiedere, in ogni caso, che vengano smontati o resi insonorizzati qualora rechino disturbo. E’ sufficiente una segnalazione all’ufficio d’igiene della città per provocare un intervento.

Senza autorizzazione della città i climatizzatori sono abusivi e il proprietario dell’alloggio rischia una sanzione che verrà comminata dalla Procura della Repubblica alla quale gli agenti di polizia indirizzeranno la segnalazione.

In ogni caso per installare i climatizzatori, se si vive in un condominio, è necessario verificare che esista l’autorizzazione inserita nel regolamento della comproprietà o, in subordine, richiederla in sede di assemblea generale.

Insomma, una questione che è di enorme portata per la sua diffusione, che è stata ulteriormente appesantita in quanto il “plan local d’urbanisme métropolitain”, il regolamento edilizio, prevede che i climatizzatori non generino “atteinte aux sites, paysages naturels ou urbains”.

Beppe Tassone

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