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Altre notizie | 12 novembre 2019, 08:00

Tunnel di Tenda: i francesi ci ripensano?

Si sta rafforzando la proposta di una sola canna a senso unico alternato. I soldi risparmiati potrebbe essere dirottati sulla linea ferroviaria. La suggestione del tram che giungerà a Drap. Le elezioni di Menton il punto di svolta?

Tunnel del Col di Tenda

Tunnel del Col di Tenda

Per mutuare Paolo Conte, questa volta i francesi non si incazzano, anzi sembra che la “storia infinita” di quella vergogna, tutta italiana, del tunnel di Tenda, alla fine nemmeno dispiaccia poi troppo.

Nice Matin ha dedicato un’intera pagina alla  vicenda, ma il taglio non è più quello dell’urgenza dei lavori, della necessità di riaprire il cantiere e di ultimare, secondo progetto, i lavori nel più breve tempo possibile.

Certo, la dichiarazione del sindaco di Tende Jean-Pierre Vassallo: “Depuis le début, c’est un sketch. C’est un peu à l’italienne... C’est la commedia dell’arte!” la dice lunga su cosa si pensi oltre il tunnel napoleonico (l’unico per fortuna esistente e funzionante) delle vicende che ormai da trenta mesi vedono i lavori bloccati con poche speranze che il progetto originario possa essere realizzato.

Ma al di là del “tunnel napoleonico” siamo poi sicuri che siano in molti a tifare per il progetto originario, quello a doppia canna?

L’impressione è che si stia facendo strada l’idea di una revisione del progetto, senza allargamento della canna, che renda definitivo il senso alternato, che implicitamente stabilizzi il divieto di transito ai Tir e che”dirotti” verso la linea ferrata i finanziamenti e il risparmio che deriverebbe dalla realizzazione di un’unica nuova canna, lasciando quella attuale (quella napoleonica)  a disposizione dei mezzi di soccorso, dei pedoni e dei ciclisti.

Rivalutazione della linea internazionale Cuneo – Nizza?
Non esageriamo, il ragionamento è molto più terra terra e potrebbe trovare un’accelerazione nei prossimi mesi in previsione delle elezioni che si svolgeranno nel Dipartimento delle Alpi Marittime e che interesseranno buona parte delle sue località.

Montecarlonews ne ha riferito da tempo: è stata Nizza ad annunciare il prolungamento della Ligne 1 del tram, che attualmente giunge all’Ospedale Pasteur, fino a La Trinité e a Drap, utilizzando in questa ultima tratta, i binari della Breil –Nice.

Già…  Breil. Perché in quella località hanno cominciato a pensare che, in effetti, se metropolitana leggera deve essere, potrebbe anche giungere a Breil, servendo pure Sospel.

Insomma un sistema di trasporti nell’Est che potrebbe anche essere di enorme aiuto per l’economia locale e per lottare contro lo spopolamento.
Una sistemazione della linea fino a Tende e a Ventimiglia potrebbe essere la ciliegina sulla torta.
La vallata, attualmente in forte difficoltà per i trasporti, potrebbe ricavare non poco dal potenziamento della linea ferroviaria.

Fino ad ora esisteva una sorta di incompatibilità tra Menton e Nizza, il timore di un’OPA del capoluogo delle Alpi Marittime sull’estremo Est del dipartimento.
Ma con le elezioni di marzo molto potrebbe anche cambiare: il più accreditato candidato al municipio di Menton, Olivier Bettati, nel rassegnare le dimissioni da consigliere municipale di Nizza, ha ammesso che esistono tra i due centri dossier in comune. Quello dei trasporti è sicuramente uno.

Nizza sta estendendo la Ligne 2 fino a Cagnes, mentre i collegamenti con l’Est sono fino ad ora assicurati dai bus (con tutti quello che comportano) e da linee ferroviarie abbastanza sature, qualche soluzione va trovata.

Così i soldi che si potrebbero risparmiare da una canna unica al tunnel di Tenda potrebbero essere utilizzati per la linea ferroviaria trovando l’accordo nei due versanti.

Se ne fa interprete l’associazione Roya Expansion Nature, ma ci pensano anche tanti altri. La modifica del progetto (la canna unica a senso alternato non richiederebbe nuovi lunghi passaggi amministrativi) bloccherebbe per anni l’esecuzione dei lavori oltre alla necessità di reperire nuovi fondi.

La prima stima è i 15 milioni di euro (che dovrebbero essere finanziati al 42% dalla parte francese e al 58% da quella italiana, stando al trattato), mentre la canna unica consentirebbe un risparmio nella spesa.

In tempo di tagli qualcuno ci ragiona e, di norma, di qua e di là del Tunnel napoleonico (quello che per fortuna  continua a funzionare…) quando si propongono tagli alla spesa, c’è subito chi prende la palla al balzo.



Beppe Tassone

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