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Ambiente | 05 gennaio 2020, 07:00

Questo dehors non s’ha da riscaldare!

A Nizza si discute se adottare un provvedimento di divieto di riscaldamento delle verande di bar e ristoranti come ha fatto Rennes. L’opinione pubblica è divisa

Un dehors riscaldato di Nizza

Un dehors riscaldato di Nizza

Dal 1° gennaio la città di Rennes, in Bretagna, ha vietato il riscaldamento delle verande e dei dehors dei bar e ristoranti cittadini.

Una misura, già adottata da un’altra località francese, Thonon-les-Bains (Haute-Savoie), che ha acceso il dibattito a Nizza come in altre grandi città turistiche francesi quali Lione, Parigi e Bordeaux.

L’opinione pubblica, sollecitata nei primi giorni dell’anno, si è espressa sia tramite i giornali locali, sia sui social e, come è facile immaginarlo, si è divisa.

Da un lato i favorevoli, quanti ricordano che 8 ore di riscaldamento di un dehors con un bruciatore a gas inquina quanto 350 km percorsi in motocicletta. Altro argomento dei favorevoli al divieto è che il riscaldamento dei dehors altro non è che un favore ai fumatori e che il costo sociale dell’inquinamento ricade su tutti.

Opposti i pareri di quanti si dichiarano contrari al provvedimento: in prima linea proprietari dei bar e dei ristoranti che sottolineano come i dehors assicurino, solo a Nizza, 10 mila posti da lavoro e costituiscano una bella fetta del ricavato dei pubblici esercizi.

In mezzo a questo dibattito il Comune e la Métropole che avrebbero sicuramente preferito, in periodo elettorale, spostare avanti la questione a dopo marzo, affidandola al forum sulla transizione climatica che si terrà a Nizza il 26 e 27 giugno 2020 alla presenza di grandi esperti internazionali.

Ma la discissione è esplosa e le polemiche non si sono fatte attendere.
Difficile ipotizzare che il Consiglio Municipale vada ad adottare provvedimenti regolamentari nei meno di tre mesi che mancano al suo rinnovo.

Poi, con ogni probabilità, verrà cercato un accordo che consentirà di ridurre al massimo l’inquinamento utilizzando sistemi di riscaldamento a basso impatto, senza giungere al divieto.

Anche se il commento più salace è venuto da uno dei favorevoli alla misura:”Tutto il mondo ride per il fatto che in Qatar climatizzano i loro stadi: non è che fanno meno ridere quanti riscaldano a gogò le nostre strade”.
Il consiglio poi: “I baristi e i ristoratori forniscano ai clienti freddolosi dei plaid”.

Tacciamo la replica, ma i toni si stanno scaldandocome i dehors!




Beppe Tassone

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