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Politica | 07 gennaio 2020, 08:00

Elezioni a Nizza: un fatto nuovo stravolge la campagna elettorale

Emarginata la destra identitaria, sono gli ecologisti a trasformarsi nei principali interlocutori di Christian Estrosi

Panorama di Nizza

Panorama di Nizza

Nizza si sta trasformando in un vero laboratorio politico che potrebbe rivelarsi un apripista: le elezioni municipali di marzo nella quinta città francese, infatti, stanno portando con sé ghiotte novità che stanno modificando il panorama politico dandogli un interessante, quanto inedito, tocco di novità.

Per comprendere a meglio quanto sta avvenendo, occorre innanzi tutto avere ben chiaro il sistema elettorale in atto in Francia nei comuni con popolazione superiore ai mille abitanti (clicca qui).

A Nizza, stando all’ultimo sondaggio conosciuto (quello di dicembre commissionato dal quotidiano Cnews) sono sostanzialmente tre i raggruppamenti che possono sperare di ottenere una rappresentanza in Consiglio Municipale.

Quello di Cristian Estrosi (sindaco uscente e “rientrante”) che è accreditato di una forbice tra il 49% e il 51%, la destra identitaria di Philippe Vardon (accreditata del 17%) e gli ecologisti di Jean Marc Governatori col 12%.

Gli altri raggruppamenti (di destra o sinistra che dir si voglia) possono sperare solo in una vittoria di Estrosi al 1° turno per strappare qualche seggio (superando il 5%), mentre verrebbero irrimediabilmente esclusi dal ballottaggio (e dall’attribuzione dei seggi).

Il fatto è che, a Nizza, nel corso delle feste di fine anno, l’aria è profondamente cambiata e il dibattito si è incentrato su due argomenti di grande attualità che vedono in prima linea gli ecologisti (che si sono impossessati delle pagine dei giornali), mentre lasciano assolutamente da parte gli identitari dell’estrema destra di Le Pen e del suo rappresentante locale Vardon.

Le questioni sono serie: l’ampliamento dell’aeroporto, appena autorizzato dal Prefetto e il riscaldamento dei dehors e delle verande dei pubblici esercizi.

Questioni non secondarie, ma che centrano a pieno il dibattito e soprattutto coinvolgono i giovani: discussioni che si basano su argomenti e tesi approfondite e che lasciano poco o nessun passo agli slogan identitari.

Così Vardon è rimasto ai margini, escluso dalla discussione (che non gli è propria su queste questioni), mentre il dibattito tra ecologisti e maggioranza municipale si è fatto serrato nella sostanza, ma corretto nella forma e si sta ampliando ad altre questioni che ruotano attorno alla vita cittadina.

Da un lato si prende in considerazione il futuro di Nizza: città sempre più turistica e “quindi” mono culturale, destinata a registrare 18 milioni di arrivi all’aeroporto, ma a rischio nel caso che cambiamenti climatici o fattori esterni (un attentato ad esempio) dovessero incidere sulle presenze legate al tempo libero, dall’altro la salvaguardia del clima e la difficile convivenza tra sviluppo economico ed occupazione e la ricerca di un non facile equilibrio.

Argomenti che non sono sterili, ma che sono in grado di coinvolgere l’opinione pubblica e soprattutto appassionare gli elettori.

Una discussione che non inciderà sull’esito finale delle elezioni: Estrosi (che tra l’altro non ha ancora ufficializzato la sua candidatura e resa nota la lista) non avrà difficoltà a vincere, ma a determinare le forze in Consiglio Municipale e soprattutto a dare un segnale alla Francia.

Se Governatori dovesse sopravanzare Vardon e gli ecologisti, dopo il successo alle Europee, divenire il secondo schieramento a Nizza, questo fatto rappresenterebbe per la Francia intera un’evoluzione politica in grado di indicare nuove strade.

E’ quella che sta privilegiando il Presidente Macron e, non a caso, Nizza si sta trasformando in un laboratorio.

A poco più di due mesi dal primo turno, dunque, a Nizza sta avvenendo quel fatto nuovo che molti avevano preconizzato e che rilancia ancora di più quell’asse Macron – Estrosi che è nelle cose.


Beppe Tassone

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