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Altre notizie | 16 gennaio 2020, 09:00

Le donne di Monaco non sono risparmiate dalle violenze fisiche

Il comitato per la promozione e la protezione dei diritti femminili poco fa ha pubblicato il primo opuscolo delle violenze commesse sulle donne nel Principato. Esso stila i dati dell'anno 2019 e presenta il sopralluogo della situazione attuale, in base a significative misure.

Le donne sono sempre di più vittime di colpi e percosse.

Le donne sono sempre di più vittime di colpi e percosse.

Il problema riguarda tutte quante le donne del mondo, comprese coloro di Monte-Carlo. E antichissimo, e purtroppo a tutt'oggi, il problema è irrisolto, quanto irrisolvibile. Il comitato per la lotta alle violenze femminili, sfortunatamente, non lo confuterà. Anzi, lo accerterà. 

E stata proprio quest'ente a stilare il cupo ed orrido referto delle violenze subite dalle persone di sesso femminile, spiegando approfonditamente l'assolutezza e la gravità dei danni e dello sconforto vissuti da certe donne. Violenze di ogni tipo, origine e natura.

Incresciosamente, gli atti dannosi nei loro confronti si censiscono ancora in molti a Monaco, secondo quanto riportato dalla pubblicazione. 

I dati redatti scaturiscono da indagini fatti a cura dell'INSEE (istituto analitico e delle statistiche francese, equivalente dell'ISTAT), presso più corporazioni di mestieri dentro al Principato, così come la Dirigenza della sicurezza pubblica, la Direzione dei servizi giudiziali nonché l'Associazione per l'Ausilio alle vittime di gravi infrazioni. 

Sophie Vincent, dirigente dell'IMSEE, dichiara che "questo censimento non esprime il percorso degli individui rilevati dalle diverse enti. I risultati esposti qui sono disuguali per ogni persona e variano da una donna all'altra. Non devono per niente essere aggiunti uno con l'altro".

In tal senso, i servizi polizieschi hanno conteggiato nel tutto il 2019 esattamente 31 fatti di violenze commessi ai danni delle donne all'interno stesso del Principato. Nel 60 per cento dei casi, si tratta di violenze fisiche. Per il 25 per cento invece, sono violenze di tipo sessuale. 

L'associazione che aiuta le donne in difficoltà (AVIP) ha accolto 40 vittime della bruttezza e dell'empietà nel corso del anno passato. Nell'83 per cento dei casi, le percosse sono causate dai propri compagni o ex coniugi. Altrettanto sennò più spaventoso.

Però c'è un barlume di speranza in questo tremendo buio. In effetti, il trattamento giuridico di più casi a fatto sì che sia stato possibile il pronunciarsi di 4 condanne e 2 ordinanze di protezione. Però, 10 dei 27 casi del 2019 sono stati archiviati. Gli altri sono sempre aperti.

Per Céline Cottalorda, rappresentante interministeriale della promozione e protezione dei diritti femminili, "questi concreti progressi permettono una migliore conoscenza dei fatti di violenza. Tuttavia, le cifre suddette non sono una buona rendicontazione di quanto accaduto in realtà, siccome rispecchiano solo la parte quantificabile e rilevabile degli abusi al riguardo delle donne". 

Le pubblicazione e testimonianze sono disponibili sul sito Internet del Comitato per la promozione dei diritti delle donne (http://www.dfm.mcwww.dfm.mc ) e sul sito dell'IMSEE (http://www.imsee.mcwww.imsee.mc ).

Ecco certi ragguagli rilevanti che ci potrete scovare :

Le vittime di aggressioni nel Principato (sia fisiche che verbali) hanno un età media di circa 37 anni anziché 42 anni per gli autori di queste violenze.

La metà dei reati si è verificata in casa della propria vittima o del proprio aggressore.

Gianni Covino

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