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Ambiente | 19 gennaio 2020, 08:00

Obiettivo: zero emissioni per l’aeroporto di Nizza, ma…

Mentre decolla il progetto di diminuire sostanziosamente le emissioni e partono i lavori di ampliamento, la vicenda Atlantia viene seguita con qualche preoccupazione

L'Aeroporto di Nizza

L'Aeroporto di Nizza

L’aeroporto di Nizza è il secondo di Francia, dopo quello di Parigi, con 121 scali collegati ed ha la previsione di giungere a 21 milioni di passeggeri nel 2030 ed a 18 milioni nel 2021.

Per raggiungere questo obiettivo ha ottenuto, nei giorni scorsi, dal Prefetto delle Alpi Marittime il via libera all’ampliamento con la creazione di sei nuove sale d’imbarco e nuove aree esclusivamente destinate ai passeggeri, senza alcun nuovo negozio.

Ampliamento, peraltro, subordinato al rispetto delle normative sull’impatto ambientale e sulla riduzione dell’inquinamento.

L’aeroporto si appresta ad investire 20 milioni di euro proprio su questo obiettivo, che è quello di “zero emissioni” entro il 2030: “per rimanere nella legittimità”, ha dichiarato il direttore generale Dominique Thillaud, “occorre passare di là”.

Si lavorerà soprattutto sulla riduzione dell’inquinamento in fase di atterraggio: entro marzo sarà reso noto alle compagnie aeree il progetto che è stato predisposto.

Intanto, però, sia pure nei sussurri, sale la preoccupazione per quanto sta avvenendo in Italia relativamente alla questione della gestione delle autostrade dopo il crollo del Ponte Morandi.

L’aeroporto di Nizza è controllato al 64% dal Consorzio Azzurra, con  Atlantia in posizione, a sua volta, di controllo.

Il Consorzio Azzurra è formato da Atlantia, Aeroporti di Roma,  Électricité de France via EDF Invest e dal Principato di Monaco.
Sempre Atlantia, che controlla la Società Autostrade, ha subito un abbassamento del rating con conseguente ribasso del valore azionario in borsa.


Beppe Tassone

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