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Altre notizie | 18 febbraio 2020, 07:00

L’affascinante storia dell’eterna incompiuta

La spiaggia ora ha un nuovo gestore: la sua storia iniziò in pieno conflitto, nel 1938... Quell'anno iniziarono delle opere di difesa per scongiurare eventuali bombardamenti della costa attraverso la presenza della contraerea, ma...

Bains de la police a Rauba Capeu a Nizza

Bains de la police a Rauba Capeu a Nizza

Da alcune settimane operai sono al lavoro, a Rauba Capeu, dove un tempo vi erano i “Bains de la police”utilizzati, negli ultimi anni, nonostante i divieti, da molti ragazzi per tuffarsi nelle azzurre acque della Baia degli Angeli.

I Bagni hanno un  nuovo concessionario, lo stesso dell'attigua Castel Plage: viene così scritta un'altra pagina, chissà se definitiva, della lunga e, per molti versi, affascxinante storia dell'eterna incompiuta.

Una storia che merita di essere raccontata.

La “storia” di quelli che a Nizza sono conosciuti come i “Bains de la police” inizia nel 1938 quando la Francia scende in guerra dopo l’invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche.

In pieno conflitto la città di Nizza, in accordo con le autorità militari, decide di iniziare delle opere di difesa per scongiurare eventuali bombardamenti della costa attraverso la presenza della contraerea. Viene individuato, per la sua posizione strategica, il sito posto a ridosso del mare all’altezza di Rauba Capeu e i lavori iniziano, ma non vengono portati a compimento perché nel giugno del 1940 la Francia “firma” l’armistizio e il cantiere rimane incompiuto.

Giunge, però, a Nizza la Regia Marina Italiana che installa il suo quartier generale all’Hotel de Suisse, proprio sopra il cantiere incompiuto. La marina italiana “rispolvera” il progetto di realizzare in quel punto un sistema contraereo, ma…giunge l’8 settembre del 1943 e   i lavori, che andavano un po’ a rilento (…), vengono nuovamente interrotti.

Al posto degli italiani s’installa allora, sempre all’Hotel de Suisse, lo stato maggiore della Kriegsmarine, la marina militare tedesca, e…l’idea riprende forza. Il problema, secondo gli strateghi tedeschi, per assicurare la piena funzionalità alla casamatta di Rauba Capeu, è data dal  Casino de la Jetée-Promenade che ostruisce la totale copertura della Baia degli Angeli, si cominciano infatti a temere anche gli sbarchi.

Così il celebre Casinò, che rappresentava uno dei simboli della città, viene smantellato e alcuni suoi “pezzi” vengono riutilizzati per completare il dispositivo contraereo e di difesa da eventuali sbarchi di Rauba Capeu.

Ecco il motivo per cui ai ”Bains de la police” vi era una scala che ricordava la Belle Epoque: proveniva dal Casino della Jetée-Promenade.

Il sistema di difesa da eventuali sbarchi prevede la realizzazione, per una lunghezza di un  migliaio di chilometri, di casematte, nidi di mitragliatrici, casematte: tutto inutile, nel 1944 le truppe alleate sbarcano nei pressi di Cannes e…la casamatta di Rauba Capeu viene nuovamente abbandonata al suo destino.

Ormai la guerra sta finendo e di installazioni militari nessuno ne vuole più sentir parlare. Così la Prefettura delle Alpi Marittime, nel 1947, assegna la “casamatta”, perché diventi uno stabilimento balneare, alla Polizia in considerazione dell’eroico comportamento tenuto nel corso  durante la Liberazione della città.

Si tratta di 400 metri quadrati che rivivono in uno dei punti più panoramici della città. Poi, man mano, il degrado e l’incompiuta diviene luogo di ritrovo per generazioni di ragazzi che utilizzano gli scogli e le strutture per i loro tuffi in mare. Il degrado avanza e ci pensa pure una violenta mareggiata a rendere sempre più precari i “Bains de la police”: i suoi gestori non hanno la possibilità di assicurare interventi di manutenzione molti cari e complessi, da qui la rinuncia alla concessione.

Viene pubblicato allora un bando per cercare nuovi gestori. Ma lo stabilimento è troppo piccolo per assicurare un accettabile flusso di denaro e allora viene deciso prima di smantellare l’incompiuta e poi, in attesa dei lavori, vista la pericolosità per i continui tuffi di tanti ragazzi, con qualche ferito, di “incappucciarla”.

Ora si attende di leggere una nuova pagina di questo libro di storia che racconta quasi un secolo di Nizza, sperando che mai più debba essere “rispolverato” per l’ennesima volta il progetto per la costruzione di una casamatta.

Beppe Tassone

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