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Sommario | 19 febbraio 2020, 16:00

Torna la mitica festa della mimosa a Mandelieu che quest'anno celebra "La Belle Epoque"

E il più grande evento dell'anno per la cittadina delle Alpi Marittime. La celebrazione dei piccoli fiori gialli che ingentiliscono i bordi del Mediterraneo all'approssimarsi della bella stagione è diventata un'appuntamento imprescindibile per gli abitanti della zona.

La festa della mimosa di Mandelieu

La festa della mimosa di Mandelieu

E' la pianta  color oro il simbolo del paesino attiguo a Cannes: i suoi fragili rami sono oggetto ogni anno, a febbraio, di sfarzose e seguite celebrazioni, che attraggono migliaia e migliaia di appassionati. 

La mimosa é una pianta che si presta perfettamente alla composizione di mazzi, che profumeranno tutta la casa. Un fjore  dal giallo fiammeggiante che non smette di affascinare ed incuriosirequanti s'imbattono, a volte anche per caso, nei festeggiamenti che salutano la fine inverno. 

Un fiore che che invita a conoscerne la storia, che incuriosisce, dal passato ricco e glorioso.

Una pianta che non é originaria delle sponde settentrionali del Mediterraneo, vi si è installata nel XIX secolo.

Molto simile all'acacia, sarebbe originaria dell'Australia e più precisamente della Tasmania. Si é delocalizzata ed é stata trapiantata di Europa ai tempi della colonizzazione dell'Australia ed ha trovato un clima propizio e adatto alla sua fioritura proprio in Costa Azzurra. 

E una specie incantevole quanto effimera. In effetti, fiorisce a gennaio per poi appassire a marzo, sebbene negli ultimi anni la fioritura avvenga sempre più in anticipo (quasi durante il periodo natalizio) a causa  del surriscaldamento globale e del clima completamente scombinato. Una modifica che incide anche sulla commercializzazione del vegetale, oltre che sulla sua stessa vita e che preoccupa i coltivatori di mimosa. 

Problemi che non demoralizzano gli scenografi dei bellissimi carri floreali e non scoraggiaregli appassionati del festival di Mandelieu. 

Quest'anno, tutto é pronto per inondare di profumi e colori gialli , per una settimana, dal 19 al 26 febbraio.

L'organizzazione , secondo la tradizione, é affidata agli abitanti di Mandelieu e ad alcune  associazioni. La mimosa che viene artisticamente disposta sui carri  proviene  del paese ed è raccolta fresca. Si tratta di lavoro lungo, in cui rigore, precisione e meticolosità sono d'obbligo. Domenica è il giorno culminante delle celebrazioni, con il clou della battaglia dei fiori. 

Ad essere al centro dell'attenzione, nell'edizione 2020, è la "Belle Epoque", che verrà ricordata in tutti i sensi, con passeggiate e viaggi alla scoperta del profumo e parate multicolori. 

Tutti i sensi saranno soddisfatti, con viaggi e gite alla scoperta delle momose ancora sugli alberi, la tradizionale parata sul lungomare, e tanto altro. 

La mimosa fa parte ormai della tradizione, anche italiana.

L'8 marzo, nell'occasione della Festa della Donna, é uso offrire un mazzo alle signore per ringraziarle e omaggiarle. 

Questo il programma

Mercoledì 19 febbraio, si comincia in pompa magna con un concerto  composto di canti lirici e di odori sfiziosi. Quest'originale rappresentazione si svolgerà presso la Cappella Notre-Dame des Mimosas . Lo spettacolo coinvolgerà lo spettatore in tutti i sensi. 

Venerdì 21 febbraio, alle 20, ci si lascerà trascinare dalla magia pirotecnica che unirà fontane luminose, proiezioni su schermo e laser inediti al Castello. Tutto da scoprire sulla spiaggia del Castello di Mandelieu, con una coperta per proteggersi dal freddo. 

Sabato 22 febbraio alle 14 si procederà all'elezione di Miss Mimosa 2020, fra coreografie e sfilate alla presenza della ex Miss regionali,  al Centro Congresso. Alle 18,30, in Centro città, spazio alla famosa parata, momento simbolico e  rilevante dell'evento, coi carri tutti fioriti che si metteranno in mostra e si pavoneggeranno per il più grande piacere degli spettatori. 

Domenica 23, un altro momento di spicco della Festa, con la sfilata fiorita sgargiante nei suoi colori vivaci e primaverili. 

Per maggiori informazioni, chiamate lo 00 33 4 93 93 64 64.

 

 

 

Gianni Covino

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