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Eventi | 21 febbraio 2020, 17:00

L'appassionante storia del limone di Mentone, un piccolo ovale grondante di storia

La festa del limone di Mentone rivela secoli di tradizione, passione, viaggi e coltivazioni. Alla scoperta dell'accattivante storia del frutto d'oro di Menton.

La festa del Citron di Mentone in una foto di Luciano Tommasi

La festa del Citron di Mentone in una foto di Luciano Tommasi

Viene riverito, festeggiato, venerato, ed è oggetto di una festa a tutti gli effetti. Ma conosciamo per davvero la sua storia che ha fatto del citron il simbolo internazionale e incontrastato di Menton?

La storia va molto in là negli anni. Infatti il limone non è sempre stato presente sulle rive del Mediterraneo. Per scovare le prime specie di limone esistenti, occorre fare un salto nel tempo e tornare indietri di ben 3000 anni. I primi coltivatori di agrumi risiedevano in India e Cina, nella regione del Kashmir. 

Una svolta epocale avviene 2500 fa, quando il piccolo frutto lasciò  il suo habitat naturale, in piena espansione del commercio tra Asia ed Europa, nel periodo della Via della Seta. Gli ebrei lo scoprirono e crearono piantagioni durante la prigionia di Babilonia. Furono proprio gli stessi ebrei poi a portaree l'agrume fino in Italia. 

Dal primo al terzo secolo, il limone divenne di nomale uso dai parte dei Greci,de i Romani e degli Arabi: tanti i piatti a base o con l'utulizzo di questo nuovo frutto. Venne utilizzato anche come medicinale e toccasana per guarire le ferite per le sue proprietà terapeutiche. 

Il limone si diffuse a Mentone. E proprio qui divenne  leggenda. 

Il limone di Mentone si contraddistingue dai suoi cugini italiani, spagnoli e corsi.

Nel Mentonese vengono coltivate diverse varietà di limoni: Santa Theresa, Villafranca, Eureka… “La sua forma più che rotonda e ellittica ed il suo colore è giallastro vivo”. Si caratterizza dai rami pieni di frutti, ogni fronda può averne fino a quindici  a differenza dalla maggior parte delle piante di limone che ne contano meno di cinque per ramo”.

Le ricerche avviate con l’I.N.R.A. rivelano che il limone che cresce nel territorio Mentonese è ricco di acidi ed essenze. E’ dotato di una buccia dall'alto tenore di oli essenziali. Si nota dunque una produzione incoraggiante dopo un periodo di calo. La produzione Mentonese è in fase di rinascita.

Nella regione sono presenti una quindicina di agrumicultori che coltivano il limone nelle zone di Menton, Roquebrune, Sainte-Agnès e Castellar. Ogni anno producono circa 200 tonnellate di agrumi. La città di Menton, la Camera dell’Agricoltura e il Crédit Agricole supportano l'evolversi della produzione: trent'anni fa sono stati piantumati più di 5000 alberi a cura di loro.

La comparsa di giovani agrumicultori è ovviamente favorita nelle zone del territorio dove non è permesso costruire: la città di Mentone offre di conseguenza agli agrumicultori poderi comunali sfruttabili e sprona i piccoli proprietari terrieri a fare lo stesso “questo permetterà di sostenere la grande richiesta da parte dei ristoratori e dei gestori di negozi con prodotti tipici Mentonesi”.

I negozianti nonché il personale comunale vorrebbero ottenere un marchio per il limone di Mentone. Pertanto è stata presentata una richiesta all’INAOQ (Institut National des Appellations d’Origines et de Qualité) per il conseguimento di un I.G.P. (Indication Géographique Protegée). “In collaborazione con l’I.N.R.A. della Corsosca, le qualità intrinseche del limone di Mentone sono state dimostrate scientificamente da analisi molecolari”. secondo un membro dell’Associazione per la Promozione del Limone di Mentone

Al fine di valorizzare il patrimonio botanico, la squadra dei giardini della città ci tiene a sottolineare la collezione d’agrumi del Palais Carnolès: “è di grande interesse dal punto di vista botanico ma anche dal punto di vista della protezione”. Il giardino ospita non meno di 100 varietà diverse (11 varietà di limone, 6 di cedro, 20 di arance e 8 di lime, senza trascurare i mandarini, clementine, kumquat, bergamotto, bigarade, pompelmi e pomelo). Complessivamente ci sono 340 alberi.

Per tutte queste iniziative, la collezione d’agrumi del Palais Carnolès è stata registrata dal Conservatorio delle Collezioni Vegetali Specializzate “Collezione Approvata”. Il Ministero della Cultura ci ha messo la firma, nominando il Palais Carnolès “Giardino Eccezionale”. Gli esperti del servizio dei giardini lavorano da partner con l’Istituto Nazionale di Ricerca in Agronomia della Corsosca di Antibes, a scopo di combattere i parassiti delle colture con degli organismi viventi come alleati, invece di usare prodotti chimici (ad esempio utilizzare le coccinelle contro gli afidi).

Il Palais Carnolès che é anche un sito sperimentale per lottare contro la cocciniglia asiatica , parassita degli agrumi, ha introdotto due imenotteri provenienti dal Giappone. Oggi sono tanti i produttori locali a lottare biologicamente contro i parassiti.

Gianni Covino

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