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Politica | 01 marzo 2020, 07:00

Elezioni a Nizza: colpo grosso di Estrosi che apre la lista a due personaggi di peso della sinistra. Domani la Prefettura comunicherà la composizione delle liste ammesse

Scontato il risultato finale, la politica nizzarda si interroga sul “dopo elezioni” con le Presidenziali che si avvicinano. A Nizza prove tecniche di rassemblement, ma con i partiti costretti a fare passi di lato

Tabelloni elettorali a Nizza (foto di archivio)

Tabelloni elettorali a Nizza (foto di archivio)

Domani, lunedì 2 marzo, la Prefettura delle Alpi Marittime comunicherà ufficialmente il numero e la composizione delle liste ammesse alla competizione elettorale prevista per il 15 marzo 2020, primo turno per l’elezione del Consiglio Municipale di Nizza.

Le liste dovrebbero essere otto, ma quelle sulle quali si orienta l’attenzione sono sostanzialmente 6 che, con diversi obiettivi, parteciperanno ad una campagna elettorale che l’allarme per l’infezione da Coronavirus potrebbe modificare di molto, riducendo il numero dei dibattiti e degli incontri dei candidati con la popolazione.

In Francia i Sindaci sono eletti dai Consigli Municipali, ma i “candidati” sono di norma i capi lista ed è proprio su di loro che si concentra l’attenzione.

Sostanzialmente le liste in competizione si possono dividere in gruppi.

La lista che fa capo a Christian Estrosi
Secondo un recente sondaggio del quale Montecarlonews ha dato conto (clicca qui), effettuato in ogni caso prima che fosse resa nota la sua composizione, è accreditata del 49%.
Si gioca quindi l’elezione al primo turno, senza dover passare sotto le forche caudine del ballottaggio previsto per il 22 marzo.

Le liste che fanno a capo a Jean Marc Governatori ed a Philippe Vardon
In questo caso si tratta di due raggruppamenti (ecologista il primo, di estrema destra il secondo) accreditati di una percentuale che si posiziona intorno al 14%, con un leggero vantaggio per i verdi. Due liste che conquisterebbero seggi in ogni caso, perché ammesse anche al ballottaggio in quanto pare scontato possano contare su un consenso superiore al 10%.

Le liste che fanno capo a Mireille Damiano, Patrick Allemand e Benoît Kandel
Sono due liste della gauche ed una di destra che sono accreditate di percentuali tra l’8% e il 6%. Il sistema elettorale assicura la partecipazione all’assegnazione dei seggi, in caso di vittoria al primo turno, alle liste con percentuale pari o superiore all’8%, escluse invece dal ballottaggio se non arrivano almeno al 10%.
Tre liste, dunque, che “tifano” per l’elezione di Estrosi al primo turno, anche se potrebbe aprirsi, per qualche candidato, il paracadute del turno di ballottaggio con inserimento in liste che siano ammesse.

Fin qui la parte “tecnica” della competizione.

Ma sulla scena politica nizzarda è stata la lista di Christian Estrosi, presentata l’ultimo giorno utile, a far scoppiare la bomba. Al sua interno figurano infatti, in posizione tale da avere la quasi sicurezza di essere eletti, due personaggi di spicco della sinistra nizzarda.

Si tratta di Patrick Mottard (PRG) e di Marc Concas (LREM). Il primo è stato l’ultimo candidato della sinistra unita ad andare al ballottaggio a Nizza, nel 2001, sconfitto da Jacques Peyrat con uno scarto poco superiore ai 3 mila voti. Era a capo di una coalizione di sinistra ed ha tentato, all’inizio di questa vicenda elettorale, di creare una coalizione unita della gauche. Risultato vano il tentativo ha proposto alcune linee guida che hanno ottenuto l’ascolto da parte di Christian Estrosi che le ha fatte proprie nel programma elettorale. Per lui si prospetta un incarico di prestigio.

Di tutto rispetto anche il curriculum di Marc Concas, originariamente socialista ed ora aderente alla République en Marche di Macron. Fu lui a sconfiggere, alle cantonali (l’equivalente italiano delle vecchie elezioni provinciali) Éric Ciotti costringendolo a ripiegare sul collegio di Saint-Martin-Vésubie per poter essere eletto e, quindi, diventare Presidente del Dipartimento delle Alpi Marittime.

Questi due nomi potrebbero apportare un “valore aggiunto” al risultato finale, in chiave non solo di chiusura delle questione al primo turno, ma anche per una prospettiva futura.

Le elezioni municipali, che interessano tutta la Francia, potrebbero rivelarsi importanti, infatti, per la definizione della nuova nomenclatura, soprattutto all’interno dei Républicains, alquanto divisi e con posizioni spesso contrastanti al proprio interno.

Il calo di popolarità di Emmanuel Macron e l’approssimarsi delle elezioni presidenziali potrebbero infatti attingere elementi molto utili dal risultato delle municipali.

Insomma a Nizza potrebbero effettuarsi prove tecniche di rassemblement, con i partiti tradizionali costretti a fare un passo di lato e la società civile chiamata a giocare un ruolo decisivo…proprio come normalmente accade in occasione delle Presidenziali, soprattutto al secondo turno.



Beppe Tassone

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