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Business | 14 marzo 2020, 08:00

Il porto piange! Port Lympia, a Nizza, s’interroga sul proprio futuro.

In crescita solo le cementiere in rotta verso la Corsica, calano i passeggeri e i crocieristi. Le strutture non appaiono adeguate. In discussione il “no” ad un porto commerciale vicino all’aeroporto

Porto di Nizza

Porto di Nizza

Il porto di Nizza s’interroga sul proprio futuro in un momento nel quale, dati alla mano, il presente si colora con tinte assai poco rosee e, dati alla mano, si prende atto di come sia sempre minore l’afflusso di battelli nell’area portuale della città.

Domande in attesa di risposta proprio nel giorno in cui la Métropole "chiude" il porto ai traghetti che collegano la Corsica, alle navi da crociera e a quelle da diporto nel tentativo di arginare l'epidemia da coronavirus.

Al di là di quanto si sta verificando in queste ore, che sicuramente appesanrtisce ulteriormente la situazione, la situazione non appare per nulla rosea.

Fatta eccezione per le navi che trasportano cemento verso la Corsica (il cui volume è passato da 200 mila a 300 mila tonnellate l’anno), il resto delle attività é in netto calo.

A partire dal trasporto passeggeri verso la Corsica: nonostante Nizza sia il porto più vicino all’isola francese, il numero dei passeggeri è sceso da 920 mila nel 2010 a 400 mila lo scorso anno e si dovrebbe assestare sui 300 mila nel 2020 (coronavirus permettendo).

Un calo dovuto sia alla diminuzione dei volumi di traffico da parte di Corsica Ferries, che ha rarefatto le traversate riducendole del 25%, sia al forfait dato dalla Moby che ha cessato il servizio tra Nizza e l’Île de Beauté.

Le navi da crociera, ormai di una lunghezza intorno ai 300 metri, non riescono ad attraccare a Nizza, che ha dei moli di 190 metri, così i battelli che fanno scalo in città sono quelli più vecchi e normalmente più inquinanti.

In numeri in questo caso sono chiari: su 400 navi da crociera che giungono in Costa Azzurra 80 fanno scalo a Nizza, 170 a Cannes, 120 a Villefranche e 30 ad Antibes.

Ultimo settore che non decolla, in quanto il porto è limitato, è quello del diporto che confidava sulla nascita di un nuovo approdo commerciale nei pressi dell’aeroporto perché Port Lympia venisse riconvertito a turistico.

L’abbandono di questo progetto rappresenta un handicap notevole per le aspettative di quanti contavano sulla nascita di un grande porto turistico moderno a Nizza.

Porto turistico che in ogni caso è necessario nel Dipartimento delle Alpi Marittime: ormai è un dato di fatto che pochi mettono in discussione, ma manca ancora l’accordo su dove debba essere localizzato.
 


Beppe Tassone

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