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Politica | 16 marzo 2020, 09:00

Elezioni in Francia: vince l’astensione. Buoni risultati dei verdi e dei Républicains. Tiene nelle sue roccaforti la sinistra

Scarsi risultati per la République en Marche di Macron, non “piace” l’estrema destra. Domenica il ballottaggio, ma potrebbe anche “saltare tutto”

La Francia al voto, un seggio ieri (Twitter)

La Francia al voto, un seggio ieri (Twitter)

Che abbia vinto l’astensione è fuori dubbio: il 56% dei francesi non si è recato a votare, quasi il 20% in più di sei anni fa sempre al primo turno delle elezioni municipali.

La Francia, in queste ore, s’interroga più sugli effetti del coronavirus che non sui risultati elettorali che, in ogni caso, qualche sorpresa l’hanno serbata.

Sarà il ballottaggio, previsto per il 22 marzo, a mettere la parola fine a questo tormentato turno elettorale, anche se non è chiaro quando e con quali modalità si svolgeranno i ballottaggi.

Tra oggi e domani sarà la Commissione scientifica a dare delle indicazioni al Governo, poi la parola toccherà anche al Parlamento: se un rinvio è possibile non è costituzionalmente nemmeno chiaro cosa avverrà.

Se, quando sarà possibile, si riprenderà…da oggi o se verranno annullate le elezioni nei comuni che non sono già riusciti ad esprimere un voto definitivo.
Ieri sera, nei dibattiti televisivi, gli esperti si dividevano e l’impressione è che anche gli interessi di parte giochino un ruolo sulla scelta finale.

Sorprese, in ogni caso, ve ne sono state.
La meno attesa: la sinistra non affonda e tiene nelle sue grandi città di riferimento: a  Parigi , Anne Hidalgo, sindaco uscente, è in testa con buon margine. Martine Aubry a Lille, Nathalie Appéré a Rennes e Johanna Rolland a Nantes possono sperare nell’elezione. Così come Marsiglia vede Michèle Rubirola in testa (anche se con poco margine su Martine Vassal dei Républicains).

In difficoltà il partito del Presidente Emmanuel Macron, poco radicato sul territorio, troppo liquido per attecchire in un’elezione come quella municipale dove contano “le radici”. LREM è terza a Lyon e Besançon, mentre il primo ministro Edouard Philippe va al ballottaggio in testa (ma sei anni fa aveva vinto a man bassa) a Le Havre.

L’estrema destra del Rassemblement National non sfonda, prende voti, ma non riesce ad ottenere grossi risultati. Sono suoi al primo turno i sindaci di Hénin-Beaumont, Fréjus, Beaucaire e Hayange. Fra le grandi città può sperare a Perpignan.

Buono il risultato dei Républicains che conquistano al primo turno a Calais e Reims. A Marsiglia vanno al ballottaggio contro la sinistra e possono sperare di conquistare Tolosa dove, in alleanza con LREM, hanno ottenuto un buon 35%.

Ottimo il risultato dei verdi: sono in testa a Bordeaux, Lyon, Strasbourg, Grenoble e Besançon. Un ruolo decisivo nei ballottaggi, con il gioco degli apparentamenti, potranno giocarlo anche a Rennes, Lille e Nantes.




Beppe Tassone

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