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Ambiente | 24 marzo 2020, 19:00

Immondizia dei condomini: preoccupazioni giustificate

Protestano gli addetti agli spostamenti dei contenitori per condurli sulla strada ove vengono svuotati dagli addetti della Métropole. Preoccupazioni anche da parte dei cittadini. Poca protezione e alto rischio di contagio

Contenitori dell'immondizia per la differenziata a Nizza

Contenitori dell'immondizia per la differenziata a Nizza

Lavorano senza sufficienti protezioni, maneggiando bidoni ed immondizia che sono, potenzialmente, veicoli di contagio: si tratta dei dipendenti delle imprese che, ogni sera, spostano i contenitori dell’immondizia dai luoghi di raccolta (normalmente le cantine o gli androni dei condomìni) fino alla strada dove gli addetti della Métropole li svuotano nei camion compattatori.

A Nizza e nel territorio metropolitano la raccolta e differenziazione dei rifiuti prevede cinque diverse opzioni:
Nel Condominio

  • Bidoni gialli: contenitori di plastica, carta, alluminio e cartone;
  • Bidoni di altro colore: indifferenziata

Lungo le strade

  • Carta;
  • Vetro;
  • Vestiti.

Il problema sta, soprattutto, nei contenitori (quelli che non hanno uno specifico colore) nei quali sono posti i sacchetti dell’indifferenziata.

Innanzi tutto non è obbligatorio utilizzare sacchetti specifici, a tenuta e chiusi: nei contenitori si vede di tutto e di più, dai sacchetti aperti dei supermercati a pacchetti di carta, a sacchetti biodegradabili anche in cattivo stato.

Risultato: un veicolo d’infezione notevole ed un rischio per gli addetti al trasporto dei contenitori fino alla strada.

Il rischio si appesantisce ancor più se nel condominio vi è qualche persona in isolamento, perché positiva al Covid 19: l’immondizia prodotta va a mescolarsi con l’altra e poi gli addetti…trasportano.

In Italia molte località hanno regolamentato il comportamento delle persone positive, rendendo obbligatorio l’inserimento di tutti i rifiuti prodotti (senza alcuna differenziazione) in doppi (se non addirittura tripli) sacchetti chiusi così da limitare il contagio e il rischio dei vari addetti.
A Nizza e nel territorio metropolitano nessuna indicazione è stata, fino ad ora, data.

Protestano, pertanto, gli addetti e minacciano lo sciopero, anche se temono che possa essere l’infezione a decimare la loro presenza prima ancora che parta un’azione sindacale.

Una pecca alla quale, almeno fino ad oggi, non si è posto rimedio e che preoccupa, non poco, i dipendenti delle ditte di pulizia dei condomini, ma anche gli stessi abitanti che, in ogni caso, al locale “poubelles” devono accedere ogni giorno, sapendo che si è trasformato in un locale mediamente più rischioso degli altri.


Beppe Tassone

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