/ Business

Business | martedì 04 dicembre 2018, 08:00

Sfratti: nuove norme in vigore

Béatrice Alazard ci aiuta ad avventurarci in un percorso nel quale sbagliare può costare anche molto caro

Béatrice Alazard

Béatrice Alazard

Da quest'anno, nel caso di risoluzione del contratto di locazione per motivi "seri e legittimi" (necessità di rientrare nel pieno possesso dell’abitazione per occuparla direttamente o per alloggiare un parente o per venderla) il locatore deve allegare alla lettera di sfratto diretta al proprio inquilino anche  una nota informativa.

Il decreto del 13 Dicembre 2017 ne specifica il contenuto.

In applicazione dell'articolo 15 della legge n ° 89-462 del 6 luglio 1989 tendente a migliorare il rapporto di locazione, la nota informativa richiama gli obblighi del locatore ed anche le possibilità di ricorso e di risarcimento danni all’inquilino in caso di sfratto non legittimo.

La norma si applica sia alle abitazioni, sia per gli alloggi utilizzati per scopo professionale.

Se lo sfratto è motivato dalla necessità di rientrare in possesso dell’alloggio per scopo abitativo, la nota all’inquilino deve contenere le seguenti indicazioni:

  • L’indicazione che il proprietario intende viverci direttamente o alloggiare uno dei suoi parenti.
  • Il nome e l'indirizzo del futuro beneficiario a favore del quale viene operato lo sfratto.
  • La relazione di parentela esistente tra il proprietario e il beneficiario dell’alloggio.
  • Una dichiarazione che giustifica la natura, reale e fondata, della decisione di recupero.

Nel caso in cui il locatore sia una “société civile immobilière familiale” (in Francia sono numerose queste società create direttamente dai proprietari), la nota  deve indicare il nome e l'indirizzo dell’associato che ne beneficia.

Se si tratta di un avviso di sfratto motivato dalla vendita, la nota informativa  deve contenere:

  • L’indicazione che il padrone di casa intende riprendere il possesso dell’alloggio per venderlo.
  • Il prezzo e le condizioni della vendita dei locali e delle eventuali pertinenze concesse in affitto e che figurano nel contratto di locazione.
  • L'indicazione delle condizioni di vendita a beneficio dell'inquilino, poiché quest’ultimo ha un diritto di prelazione e priorità rispetto a qualsiasi altro potenziale acquirente.  

Un proprietario di "padrone di casa" può sfrattare il suo inquilino nei seguenti casi: decisione di vendere l'alloggio, recupero per utilizzo diretto o a favore di un membro della sua famiglia come residenza principale  o se l'occupante ha violato i suoi obblighi.

Qualsiasi altra motivazione è considerata "fraudolenta" e fa incorrere nelle sanzioni previste dalla legge Alur.

Per tutti i contratti sottoscritti a partire da marzo 2014, il locatore che sfratta al di fuori delle  norme di legge viene multato fino ad un massimo di 6mila euro che crescono a  30mila se la proprietà appartiene a una società.

In caso di sfratto non suffragato da motivazioni veritiere, l'inquilino può presentare denuncia e ottenere un risarcimento per il danno subito.    

Béatrice Alazard

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore