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In Breve

| 22 giugno 2016, 10:00

Eze-Village, itinerario alla scoperta di un gioiello della Costa Azzurra

Il borgo medievale è diventato un "village d'art et de gastronomie", ideale per una passeggiata fra natura, storia ed eccellenze artigiane

Eze-Village, itinerario alla scoperta di un gioiello della Costa Azzurra

Eze-Village è una gemma incastonata in Costa Azzurra tra il Principato di Monaco e Nizza. Il borgo medievale è stato restaurato e sapientemente trasformato in un "village d'art et de gastronomie", un'attrazione turistica capace di attirare numerosi visitatori dal mondo intero anche nei giorni infrasettimanali. Con l'arrivo della bella stagione, la sua posizione lo rende una meta perfetta per una gita fuori porta di mezza giornata. Il paese si presenta arroccato su uno sperone roccioso e domina il mare a perdita d'occhio. La veduta è pittoresca e subito catturano lo sguardo lo straordinario rigoglio della natura e la particolare luce del Mezzogiorno francese.

 

Superato il terreno di pétanque, passatempo prediletto dai Francesi del Midi, si può cominciare la salita a piedi lungo il cosiddetto sentiero di Nietzsche. In realtà tali scalini costituiscono il culmine del ripido cammino, che inizia dalle sponde del mare e che pare il filosofo tedesco fosse solito percorrere durante il suo soggiorno a Nizza nel 1883/84. Nietzsche vi trasse nuova linfa tanto da comporre alcune pagine salienti della celebre opera "Così parlò Zarathustra". L'arco trecentesco della Poterne, postierla in Italiano, rappresenta l'entrata del villaggio, mentre nella fortificazione del passato serviva da via di comunicazione secondaria e nascosta e, come lascia intendere l'architettura, era sorvegliata da ronde.

 

Sbucati sulla piazzetta, il colpo d'occhio è contrastante: da una parte uno scorcio valorizzato con gusto, cosa in cui i Francesi sono maestri, con alberelli, fiori e piante rampicanti; dall'altra l'evidente alterazione del paesaggio costiero causata da un'edilizia senza scrupoli. Ciò nonostante, il panorama dell'“azzurro capovolto che riflette il cielo”, prendendo in prestito le parole da Roberto Vecchioni, è da mozzare il fiato e sulla sommità del promontorio si distingue la cupola di uno degli osservatori astronomici, che costellano la Côte d'Azur. Abbandoniamo la via principale per raggiungere uno dei posti con maggior attrattiva di Eze, che dà lavoro anche a degli Italiani: il lussuosissimo hotel Château de la Chèvre d'Or con dei mirabili giardini barocchi. Dalla terrazza la vista spazia fino alla penisola di Saint-Jean-Cap-Ferrat... "E 'l naufragar m'è dolce in questo mare" (Giacomo Leopardi).

 

Rue du Barri fa capire che il borgo è sorto ad anelli concentrici, fatti di viuzze e piccole case, dove il ferro battuto è leitmotiv di lampioni, insegne e decorazioni. E circondato dalle spesse mura del sistema difensivo: ma da chi dovevano proteggersi gli abitanti? Nomi come la porta dei Mori e l'impasse dei Saraceni sono un chiaro suggerimento, ma gli stessi Francesi furono nemici di Eza, quando era italiana. Anzi la distruzione del castello in cima al paese fu ordinata dal Re Sole. Sulle sue rovine oggi si trova un giardino esotico e prosperosi esemplari di cactus abbelliscono diversi angoli del villaggio. Tutto questo ricorda la storia di Isia, così come i segni di devozione popolare agli incroci delle strade, ed il suo motto: "Moriendo Renascor". Non a caso ha una fenice posata sopra un osso quale emblema.

 

Nel 1860 Eze votò all'unanimità la riannessione alla Francia nella Cappella della Santa Croce, detta dei Penitenti Bianchi dal colore delle vesti della confraternita laica, che nel XIV° secolo in essa si riuniva e faceva atti di penitenza assistendo i malati di peste e i diseredati. Ai giorni nostri espone una ricca collezione di arredi sacri. Continuiamo la passeggiata fra storia e botteghe artigiane per il paese punteggiato di quadri e sculture, che appare come una galleria d'arte diffusa a cielo aperto. Ma il borgo non è da esplorare solo col naso all'insù: ad un osservatore attento non possono sfuggire certi raffinati dettagli della pavimentazione.

 

L'affascinante Marie, statua donata dallo scultore Jean-Philippe Richard, simboleggia la femminilità ed accoglie i turisti sul piazzale della chiesa di Nostra Signora dell'Assunzione, consacrata nel 1772. L'edificio contrappone ad una sobria facciata neoclassica un interno con effetti teatrali tipici dello stile barocco e marmi dalle sorprendenti sfumature blu. Salutiamo Eze curiosando tra le bancarelle, dove ai caratteristici profumi provenzali si mescolano gli aromi dei tè e delle spezie, prezioso retaggio coloniale. Abbiamo ancora il sole negli occhi ed i germogli, che spuntano sui rami degli alberi al primo accenno di primavera, sono un invito a visitare presto qualche altro gioiello di questo angolo di paradiso, pardon! di Francia.

Anna Maria Castellana

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