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| mercoledì 02 marzo 2016, 08:36

Il regista Gabriele Muccino e la provincia di Imperia. Intervista al Presidente della 13ma edizione del Montecarlo Film Festival

Far si che chi guardi il film riesca a viverlo fino al punto di ridere e piangere allo stesso tempo, ovvero a provare tutte le emozioni del mondo in un solo istante, è una dote. E' la dote di Grabriele Muccino

Esiste un regista italiano che sembra arrivato, attravero una Delorean targata Roma, dagli anni della Dolce Vita direttamente al primo quarto del 2000. Con sè porta sempre una valigia contenente un grande tesoro, fatto dei classici di Ettore Scola, dei capolavori di Sergio Leone, delle foto in bianco e nero che ricordano un cinema lontano. Eppure lui, da questo tesoro non si separa mai, nemmeno quando viene richiesto dai più grandi premi oscar del mondo. Anche ad Hollywood porta l'eredità del suo passato che, unita ad una creattività febbrile, riesce a far rivivere in ogni suo film. Lui è Gabriele Muccino, e lo abbiamo incontrato alla presentazione del 13° Film Festival della Comedie di Montecarlo.

Qualche giorno fa ha postato su Twitter un'immagine di Grace Kelly a Montecarlo, durante e riprese di “Caccia al Ladro”, in cui un impacciato Alfred Hitchcock le serve una tazza di te, in una pausa sul set. A quale musa lei servirebbe quel te? Ce ne sarebbe più di una di sicuro. D'impulso direi Maryl Streep. Ma forse la più importante di tutte sarebbe Stefania Sandrelli. Lei ha significato tanto per me e per tutto il cinema italiano. Forse a lei servirei il te con lo stesso in modo in cui lo fece Hitchcock per la sua musa.

Lei gira spesso spot televisivi. Se dovesse curare la regia del prossimo spot del Festival di Sanremo, come lo farebbe? C'è un mondo dietro questa domanda. Cercherei sicuramente di cambiare quelli che sono i clichè del Festival e rivoluzionerei tutto quello che fino ad oggi ha voluto dire Festival di Sanremo. Nello spot mi terrei lontano dagli stereotipi classici e forse anche dai fiori.

Alcune produzioni hollywoodiane hanno scelto l'entroterra tra Imperia e Savona come scenografia. Ha mai pensato di girare uno dei suoi film qui? Da romano sono sempre stato abituato a viaggiare più verso altre zone italiane. La provincia di Imperia è forse una meta più usuale per i lombardi. Conosco e adoro Genova, una città unica, magica. La provincia di Imperia non la conosco bene, forse proprio per questo però, riuscirei ad essere più obiettivo, nel caso dovessi sceglierla come set. L'idea che ne ho è di un luogo caldo, colorato, accogliente. Mi piacerebbe avere la possibilità di conoscere meglio questa zona.

Quando ci si trova dietro una macchina da presa è un po' come pilotare i propri sogni. Si è liberi di decidere il lieto fine o il dramma, oppure di cambiare il finale tutte le volte che lo si ritiene necessario. Dove finisce il sogno del regista però, inizia quello dello spettattore, che da un film pretende delle emozioni. Far si che una pellicola faccia piangere, non è una cosa difficile. Far si che chi guardi il film riesca a viverlo fino al punto di ridere e piangere allo stesso tempo, ovvero a provare tutte le emozioni del mondo in un solo istante, è una dote. E' la dote di Grabriele Muccino

Stefania Orengo

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