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Altre notizie | 29 marzo 2020, 08:00

Mughetto, sarà il fiore della fine dell’emergenza?

Se lo chiedono i fioricultori che devono decidere cosa fare. In un solo giorno, il 1° maggio, se ne commercializzano 60 milioni di rametti, ma la raccolta deve cominciare…

Mughetto, sarà il fiore della fine dell’emergenza?

La tradizione francese vuole che in ogni casa non manchi, il 1° maggio, un rametto di mughetto, il “rametto della felicità” come lo hanno ribattezzato.
Se ne vendono dappertutto, lungo le strade, nei mercati, nei negozi: una legge prevede che quel fiore, il giorno della festa del lavoro, posa essere commercializzato liberamente da chiunque.

Se per i francesi rappresentano una tradizione e per i più un piacere donarlo o riceverlo, per i coltivatori di fiori di Nantes, da dove proviene buona parte della produzione francese, con 60 milioni di rametti inviati un po’ ovunque, la preoccupazione sale.

I fiori necessitano due anni, dopo che sono stati seminati, per crescere e la raccolta inizia dal 3° anno e può continuare per i due successivi.
Per essere pronti alla vendita il 1° maggio, quando buona parte dei mughetti è commercializzata, occorre iniziare il taglio a metà aprile e quest’anno il dubbio è forte.

Sarà il fiore dei lavoratori che possono tornare al lavoro? Sarà il fiore dei francesi che possono tornare in piazza a festeggiare com’è loro radicata tradizione in quel giorno?  Coinciderà con la fine delle norme che, impedendo sostanzialmente di uscire di casa, limitano di molto, se non annullano, la commercializzazione?

Oggi come non mai, per dirla con Lorenzo il Magnifico (“Canzona di Bacco”) del doman non vi è certezza.
I mughetti son là pronti, con i fioricultori di Nantes ad interrogarsi sul da farsi.



Beppe Tassone

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