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Altre notizie | 05 aprile 2020, 08:00

Pugno duro e appelli a rispettare il confinamento: sono in gioco i tempi della ripartenza turistica della Costa Azzurra. “Non possiamo farli morire soli”, si sviluppa il dibattito intorno ai tanti deceduti nelle case di riposo

Guarito il primo ministro di Monaco, furti di mascherine dalle auto degli infermieri. Secondo deceduto a Monaco. I dati dell’epidemia

Pattuglie in Place Massena a Nizza (Prefettura)

Pattuglie in Place Massena a Nizza (Prefettura)

Sono in atto in tutto il Dipartimento controlli a tappeto da parte delle forze dell’ordine per verificare le autocertificazioni ed anche “scovare” persone che non avrebbero il diritto a soggiornare in Costa Azzurra.

Vengono segnalate, da parte delle persone che vivono stabilmente a Nizza, presenze in alloggi fino ad ora rimasti chiusi. La Métropole ha chiesto ad Enedis di verificare consumi di energia elettrica iniziati in coincidenza col periodo pasquale. La violazione delle norme sul “confinamento”, nei casi più gravi, è penale e la Prefettura delle Alpi Marittime ha attivato una serie di azioni volte a tenere sotto controllo il territorio.

La volontà di “riavviarele attività turistiche nel più breve tempo possibile è tale che anche gli albergatori hanno accettato di chiudere ai turisti in questo periodo i loro hotel e i responsabili degli ipermercati hanno disposto le chiusure nei giorni festivi. Azioni che potrebbero essere vanificate dal mancato rispetto delle norme sul confinamento proprio in questo momento ritenuto decisivo.

Occorre infatti tenere conto che eventuali effetti negativi avranno una ricaduta fra quindici giorni, quando invece sarebbero in agenda riunioni per programmare la ripresa delle attività. Di qui il pugno duro delle autorità.

Mentre tutto il mondo ringrazia gli infermieri per lo straordinario lavoro che stanno svolgendo e per i sacrifici cui sono chiamati, un'infermiera di Golf Juan é stata costretta a "nascondere" agli altri la sua professione. Dopo aver subito un furto nella propria automobile, con rottura del finestrino ed asporto del materiale sanitario, la giovane infermiera della Costa Azzurra, é stata costretta, per evitare il ripetersi di simili atti, a togliere le vetrofanie e ogni altra indicazione. Con problemi aggiuntivi quando deve sostare per le strade, magari con le ruote su un marciapiede per recarsi a casa dei propri assistiti. Ha pure presentato denuncia alla polizia ed ha raccontato la peripezia: attesa, denuncia on line, ma per la sua sottoscrizione dovrà attendere la fine dell'emergenza, mancato rimborso da parte dell'assicurazione che richiede copia della denuncia. Un segnale dei tempi sicuramente: anni fa si rompevano i finestrini per rubare autoradio o borse dimenticate, oggi per asportare mascherine, gel disinfettante e termometri...

Continua lo stillicidio nella casa di riposo di Mougins: gli anziani deceduti sono ormai 29 e non si placano le polemiche da parte dei famigliari che, attraverso i social, raccontano dell’impossibilità di accedere ad informazioni o, addirittura, di essere stati rassicurati sulle condizioni dei loro parenti poche ore prima che morissero. Un’inchiesta è stata aperta dall’Ars, mentre il comune di Mougins ha chiesto che vengano fatti i tamponi per comprendere lo stato reale delle persone che ancora si trovano all’interno. Da parte suoi il gruppo canadese Korian, proprietario della struttura, assicura che ogni misura era stata adottata per impedire il contagio che si sarebbe manifestato la prima volta il 15 marzo e che il giorno successivo tutte le famiglie degli ospiti sarebbero state informate.

Sarà in ogni caso la magistratura, tenuto conto dell’avvenuta presentazione di denunce, a determinare lo svolgimento dei fatti ed eventuali responsabilità.

In Francia, dopo che le autorità hanno comunicato che sono più di 1.400 le persone decedute all’interno di case di riposo, si sta sviluppando un dibattito sulla correttezza o meno delle misure adottate che hanno provocato la morte di queste persone da sole, senza la presenza, al momento del trapasso, della presenza di parenti.

Un dibattito serrato che tocca le corde dell’umanità, del diritto, della coscienza: da più parte si sottolinea come, pur con l’adozione di tutti i “gesti barriera” possibili (dalle tute alle protezioni totali) esistono dei mezzi per consentire quegli atti di umanità che sono mancati almeno a 1.400 persone nelle case di riposo. Il dibattito si è appena sviluppato, ma è già virale dopo che se ne occupata una delle più seguite trasmissioni televisive.

Dopo il Principe Albert II, anche il primo ministro Serge Telle è ufficialmente guarito ed immune. E’ stato lo stesso a darne comunicazione ieri, intorno alle 14,30 ammettendo di essere emozionato e si stare molto meglio dopo che da alcuni giorni non ha più avuto sintomi e sta recuperando le proprie energie.

Ieri sera sono stati resi noti alcuni dati relativi all’epidemia e altri sono stati oggetto di una conferenza stampa.
Dal 21 gennaio 2020, 68.605 casi di COVID-19 sono stati accertati (+ 4.267 nuovi casi rispetto al 03/04), comprensivi di 7.560 decessi, comprensivi dei deceduti nelle case di riposo, (+ 1.053 rispetto a ieri).

Il bollettino della Regione Provence-Alpes-Côte d’Azur informa che numero delle persone infettate dal coronavirus Covid 19, alla data del 4 aprile, è di 7.668 (+ 528 rispetto a ieri). Resi noti i numeri dei ricoverati in ospedale che sono 1.655 (+ 49) di cui 418 (+ 22) in rianimazione. Il totale dei morti, in ospedale, nella regione è salito ad 178 (+ 17).

Nel Dipartimento delle Alpi Marittime, alla data del 4 aprile le persone ricoverate in ospedale sono 217 di cui 77 in rianimazione. Le persone decedute, in ospedale, sono 38 e quelle dimesse 167.

Nel Principato di Monaco sono 2 i nuovi casi, il totale delle persone positive al Covid-19 sale così a 66 delle quali 3 guarite. Le persone ricoverate in ospedale sono 11 delle quali 2 in rianimazione. Il numero dei deceduti è di 2.  



Beppe Tassone

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