Altre notizie - 15 aprile 2020, 08:00

Campagna choc a Nizza

Fotografie “forti”, dal messaggio chiaro. Quando tutto sarà finito occorrerà ragionare sui mutamenti che l’epidemia ha provocato nei modi di esprimerci, nei “sistemi” culturali, nel racconto delle cose

Manifesti affissi e pubblicati sulle reti sociali a Nizza

Manifesti affissi e pubblicati sulle reti sociali a Nizza

E’ una campagna choccante, quella che la Ville de Nice ha avviato attraverso le reti sociali e in città per incitare le persone a rispettare il confinamento e soprattutto per “raccontare” ai tanti che hanno conosciuto (per fortuna) il Covid 19 solo attraverso le cronache televisive o gli articoli sui giornali, come “va a finire”, purtroppo, molte volte.

Immagini di un cadavere con l’etichetta attaccata al dito del piede o di una malata stesa su un lettino.

Sono immagini “reali”, di quelle che colpiscono e giungono a segno, volte a raggiungere l’obiettivo di far crescere la consapevolezza ed anche indurre a stare in casa, ad evitare i moltiplicare il contagio.

Immagini che raccontano la realtà di questi giorni negli ospedali e nelle camere mortuarie.
Ma anche un segno dei tempi, un passaggio dall’informazione vellutata a quella realistica, un racconto senza mediazioni, senza il tentativo di edulcorare la pillola.

Nulla di buonista se non il messaggio “salvati, stattene a casa”.

Quando tutto sarà finito, quando si potrà ragionare sui mutamenti che l’epidemia ha provocato nella nostra vita, nei modi di esprimerci, nei “sistemi” culturali, artistici, nel racconto delle cose, occorrerà tenere conto anche di questi manifesti che impongono, a Nizza, una riflessione forte.

Difficilmente la società, dopo, sarà la stessa. Anche nel campo espressivo, tutto non sarà più come prima.


Beppe Tassone

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