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Altre notizie | 19 aprile 2020, 08:00

Valle Roya, verso una soluzione dettata dal buon senso?

Il divieto di transito a malati, pendolari e commercianti ha scatenato polemiche. Ma la politica locale cerca soluzioni. Forse una vetrofania potrebbe risolvere la questione

Valle Roya, verso una soluzione dettata dal buon senso?

Si stanno muovendo la politica e il buon senso per cercare di trovare una soluzione alla “crisi” nei rapporti transfrontalieri tra la Francia e l’Italia relativamente all’enclave della Valle Roya.

Da una decina di giorni la polizia italiana respinge i francesi che cercano di entrare in Italia diretti verso le località della Costa Azzurra costringendoli ad una lunga e tortuosa deviazione verso Sospel per scendere poi su Menton.

A “pagare” questo attrito sono soprattutto tre categorie di persone: i commercianti diretti al mercato generale di Nizza per l’approvvigionamento, i malati che necessitano di cure mediche negli ospedali o negli ambulatori della Costa Azzurra e i pendolari che lavorano in Francia e nel Principato di Monaco.

La stessa Prefettura delle Alpi Marittime ha ammesso che alla base dell’atteggiamento assunto dalle autorità italiane vi è il comportamento di una parte dei francesi che cercano di raggiungere l’Italia più che altro per acquistare le sigarette, adducendo altre ragioni.
Comportamenti che violano le normative italiane sugli spostamenti (il tabaccaio più vicino è subito dopo il confine) e creano una disparità con le regole imposte agli italiani.

Inoltre sono stati riscontrati, lo ammette la stessa Prefettura francese, atteggiamenti a volte arroganti uniti al mancato rispetto delle norme sulle distanze e sulle misure di protezione (regole imposte ai cittadini italiani) che hanno indotto ad un indurimento della situazione.

A rimetterci, come sempre, chi con tutto questo non c’entra: i pendolari, i malati e i commercianti.

Fin qui i fatti.
Ora però, con un sano bagno nel realismo e tenendo anche conto che le ragioni di attrito già sono tante, dallo scandalo del Tunnel di Tenda alla ferrovia che boccheggia alla questione dei Tir bloccati dalle ordinanze, si cerca una soluzione che possa risolvere la questione.

E l’uovo di Colombo potrebbe essere una vetrofania da esporre sul parabrezza dell’automobile, rilasciata dai comuni di residenza, con la quale si attesta lo stato di necessità che impone di transitare in Italia per raggiungere la Francia per ragioni comprovate e valide.

Una soluzione del genere è stata proposta da Elise Ferrari, che è giunta in testa nel primo turno delle municipali di Tende, mentre la deputata della République en Marche Alexandra Valetta Ardisson ha contattato il Ministero degli Esteri francese perché intervenga per trovare una rapida soluzione.

L’impressione è quella che si cerchi di risolvere il problema perché, una volta passati alla fase 2, sarà tutta la valle Roya, per riprendersi dalla crisi, ad avere necessità di rapporti stabili e positivi con i due versanti italiani, quello di Cuneo e quello di Imperia e non vi è ragione per portare il punto di rottura oltre certi livelli.

Prova ne siano le dichiarazioni sempre di Elise Ferrari secondo la quale non è il caso di gettare benzina sul fuoco, al momento attuale poliziotti, pompieri e i veicoli che trasportano autorità transitano senza problemi: occorre ora un piccolo sforzo per ampliare le categorie.

Del resto sono le stesse normative sul confinamento applicate nei due Stati a regolare la situazione: né italiani né francesi, senza comprovate ragioni, possono uscire dal comune di residenza, gli acquisti vanno fatti nel negozio più vicino, gli spostamenti devono essere ridotti a 200 metri da casa (in Italia) e a un chilometro (in Francia).

Poi ci sono le eccezioni, ed è su queste che occorre lavorare, senza peraltro consentire ai “furbettidi entrambi i versanti di cercare di approfittarne. E in questo caso vale sempre la frase del Vangelo: “Scagli la prima pietra…”.

Forse è proprio dal buon senso che occorre ripartire.


Beppe Tassone

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