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Altre notizie | 23 aprile 2020, 19:00

Costa Azzurra: pochi i contagi, il rischio è una seconda ondata

Uno studio francese valuta i rischi di una seconda ondata in inverno nelle regioni meno colpite dall’epidemia. Il tasso di infezione nel Grand Est è del 12%, in Nouvelle Aquitaine dell’1,4% e nella in Provence-Alpes-Côte d’Azur del 3,4%

Ospedale l'Archet, Nizza

Ospedale l'Archet, Nizza

Gli esperiti sono preoccupati per una seconda ondata epidemica che potrebbe abbattersi su alcune regioni francesi, segnatamente le meno colpite dalla fase attuale, quando la così detta immunità di gregge nemmeno viene sfiorata proprio per il basso numero di persone che hanno subito l’infezione da Covid 19.

Lo studio, appena pubblicato, è dell’Institut Pasteur, de Santé publique France e dell’Institut National de la Santé che parte da dati che sono molto diversi tra loro.

Nella regione parigina dell'Île-de-France e in quella del Grand Est il tasso di infezione collettiva si attesta tra l’11% e il 12% della popolazione, mentre in Nouvelle Aquitaine è dell’1,4% e in Provence-Alpes-Côte d’Azur del 3,4%.

Dati questi ultimi ottimi, se si tiene conto dell’attuale episodio epidemico che avvalorano i timori per una seconda ondata che potrebbe abbattersi proprio nelle aree meno contagiate.

Ad avvalorare questa tesi sarebbero studi molti approfonditi che sono stati condotti su un “micro cosmo”, la nave da crociera Diamond Princess. Si tratta del battello che venne confinato a lungo in Giappone, all’inizio dell’epidemia, all’interno del quale si registrarono 719 contagi e 13 morti.

Uno studio approfondito su questo “microcosmo” ha consentito di comprendere molte cose sulla propagazione del virus in assenza anche di barriere sociali non possibili in un ambiente ristretto quale è una nave passeggeri.

In ogni caso si stima che in Francia, alla data dell’11 maggio, giorno di termine del confinamento, le persone infettate saranno 3 milioni e 700 mila, pari al 5,7% della popolazione, una percentuale di persone che hanno sviluppato un’immunità temporanea che è molto distante da quel 60% - 70% che è richiesto per sviluppare un’immunità di gregge.

Di qui l’avvertimento da parte degli esperti e la necessità di mantenere alta la guardia sulle misure barriera. Le uniche, in epoca di deconfinamento come avverrà dopo l’11 maggio, in grado di preservare parte della popolazione dal rischio del contagio ed anche di consentire di giungere, con meno danni possibili, al momento nel quale le vaccinazioni saranno una realtà.
Fino ad allora occorrerà continuare a prestare il massimo dell’attenzione. 



Beppe Tassone

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