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Business | 07 maggio 2020, 19:00

Turismo in Costa Azzurra: il “peso” dell’incertezza

Gli operatori turistici chiedono di conoscere le date della ripresa. Cinque miliardi di euro già sono andati in fumo

Nizza, Promenade des Anglais al tempo del confinamento

Nizza, Promenade des Anglais al tempo del confinamento

Comincia a trapelare una crescente tensione, l’imprenditoria del turismo è preoccupata, non tanto per quanto è successo, ma per l’incertezza sul futuro.

Già nel 2016”, sottolineano, “avevamo dovuto far fronte al crollo dei flussi turistici dovuti all’attentato di Nizza in piena stagione estiva”. Lo dicono per sottolineare che sono attrezzati ad affrontare gli eventi ed anche a reagire, ma quello che proprio non possono accettare è di “perdere tempo”.

Infatti, ad meno di un mese da giugno, mese che potrebbe segnare (ma non lo si sa con certezza) l’avvio della stagione turistica, nessuna data è stata indicata, nessuna certezza, nemmeno in modo riservato, è stata loro trasmessa.

Le spiagge, nella maggior parte, sono ferme e chiuse dall’autunno delle scorso anno: per rimetterle in condizione di ospitare i bagnanti necessitano di interventi anche profondi che non si attuano dalla sera alla mattina.

Il PACA dispone di 1.000 chilometri di coste, il turismo in Francia rappresenta l'8% del prodotto interno lordo, che si eleva al 13% nella Regione Sud Provence-Alpes-Côte d’Azur: un fatturato di 20 miliardi di euro (dei quali almeno 5 già andati in fumo) e vi sono almeno 150 mila lavoratori stagionali che attendono.

Numeri che danno l’idea del peso dell’incertezza, che si rivela anche nelle grandi catene degli hotel dove “le spese” già sono state fatte (gel, mascherine, piani di distanziamento), si attendono solo i primi arrivi.

Tutto è pronto…mancano solo la data e un discreto preavviso per non perdere ulteriore tempo.



Beppe Tassone

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