Altre notizie - 11 maggio 2020, 07:00

Covid 19: “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, inizia la fase 2

I Sindaci sono i vincitori: in questa pandemia, che in Francia ha provocato oltre 26 mila morti, hanno fatto di tutto. Reperito mascherine, creato servizi, sempre a fianco dei loro concittadini, hanno coordinato le reti di volontari, hanno aperto luoghi per il test rapido sull’infezione da coronavirus

Nizza vista dalla Collina del Castello (Twitter)

Nizza vista dalla Collina del Castello (Twitter)

Oggi è il gran giorno, quello che dal pomeriggio del 16 marzo si attendeva: quel giorno, Emmanuel Macron, apparve in televisione per pronunciare un discorso che fu sottolineato, più volte, dalle parole “siamo in guerra”.
In molti ancora non vi credevano, anche se in Italia, a pochi chilometri di distanza, già si era in pieno dramma e in Lombardia si concretizzava una carneficina d’immani proporzioni.

Da quel giorno i francesi hanno vissuto, come il resto d’Europa, “tra color che son sospesi”, nutrendosi di informazioni, dai giornali alle reti sociali e dando incredibile spazio al web.
Un “confinamento” vissuto con concretezza, senza eccessive sbavature, sopportato male, ma accettato, anche perché non vi era molto da fare.

Un confinamento fatto di autocertificazioni, di copri fuoco, di carenza di mascherine e di gel che poi son comparsi.

Un confinamento nel quale ognuno ha pensato di dire quello che gli passava per la testa e se lo ha scritto magari il suo pensiero è anche diventato virale.

Le fake news si sono rivelate un ulteriore pericoloso virus, fonte di divisioni e di allontanamento delle persone, ma sono state combattute con forza dalla “buona stampa” che esce vincitrice. Perché quando sono in gioco la salute e le libertà personali, piuttosto che affidarsi a fattucchieri o a fanfaroni ci si affida agli esperti e alle persone intellettualmente oneste.
Così la buona stampa, quella che ha raccontato, senza nascondere nulla, ma anche senza falsificare la verità è uscita vincitrice da questa sfida e, come d’incanto, assieme con quanti propagavano le fake news sono anche spariti i loro partiti o gruppi di riferimento.

Il Governo ha fatto quello che ha potuto, a volte sbagliando anche di grosso: non è un caso che i veri “eroi” di questa fase (a fianco degli operatori sanitari e degli addetti ai servizi essenziali) siano stati i Sindaci.
Soli, in prima linea, alcuni dei quali, magari anche bocciati al primo turno delle elezioni svoltesi il 15 marzo, il giorno prima dell’entrata in guerra annunciata da Macron.

I comuni, in questa pandemia, che in Francia ha provocato oltre 26 mila morti, dei quali la metà esatta ospiti di case di riposo o di residenze protette, hanno fatto di tutto e di più. Hanno reperito le mascherine, hanno creato servizi, si sono posti a fianco dei loro concittadini, hanno coordinato le reti di volontari, hanno aperto luoghi per il test rapido sull’infezione da coronavirus.

I comuni hanno trasformato i buoni pasto in panieri dal valore anche doppio. Quello che è successo in Costa Azzurra il nostro giornale lo ha documentato, giorno dopo giorno, ha anche fatto paragoni (a volte tristi paragoni pensando all’Italia).

Pubblicavamo la foto dei drive test di Nizza, Cannes e Menton e pensavano che qualche chilometro più in là, in Piemonte ad esempio, manco facevano il tampone ai medici.
Questa crisi ha dimostrato quello che tutti sapevano da tempo, ma che la propaganda cercava di negare: per fare bene il proprio mestiere occorre conoscerlo. Sia che si faccia il pizzaiolo, il calciatore, il docente universitario o l’amministratore pubblico.

In Costa Azzurra i Sindaci hanno dimostrato di conoscere il proprio mestiere e di saperlo esercitare fino in fondo. Non a caso Christian Estrosi, in un recente sondaggio, risulta al terzo posto assoluto, per popolarità e per il riconoscimento del ruolo svolto a favore della propria cittadinanza, in Francia.

Il coronavirus ha cambiato le nostre vite, difficile dire se in meglio o in peggio, se la crisi pesante che verrà adesso e che occorrerà affrontare con i polsi saldi e il cervello connesso dividerà le persone, creerà cattiveria e incomunicabilità o se, invece, prevarrà il sentimento di una comune sorte da affrontare insieme e da vincere insieme.

Dipenderà molto, anche, dalla classe politica, dalla sua maturità, dal senso dello Stato e del bene comune. In Francia, ne siamo certi, prevarrà il sentimento “repubblicano” che unisce le persone nei momenti topici.

Oggi, però, gustiamoci il primo giorno della ritrovata libertà di movimento, centelliniamola come un vino di alta classe, non sprechiamo i sacrifici, i dolori, i lutti di tante persone.

Limitiamoci a pensare a Dante, la strada è stata dura, difficile, drammatica, spesso tragica, l’abbiamo percorsa tutta …  “E quindi uscimmo a riveder le stelle”.


Beppe Tassone

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