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Altre notizie | 19 maggio 2020, 10:01

10 linee integrate di intervento per la ripartenza produttiva del Paese grazie al simulatore informatico del “metodo Banchi”

10 linee integrate di intervento per la ripartenza produttiva del Paese grazie al simulatore informatico del “metodo Banchi”

L'equipe genovese che ha ideato e realizzato il Simulatore informatico su possibili scenari del futuro legati al Covid vede una sorta di fase 2 anche nel proprio progetto: dopo la previsione è il tempo della programmazione. Questa fase vede l'esperto in scienza dell’Informazione e modellistica Agostino Banchi, il professor Andrea De Maria (Malattie Infettive Università di Genova) e il professor Flavio Tonelli (Gestione delle Operations e Simulazione sistemi complessi) proporre 10 linee integrate di intervento per la ripartenza produttiva del Paese, pubblicate nell'ambito operativo dell'Università Bocconi di Milano. Il simulatore ha permesso di avere a disposizione numeri precisi dai primi di aprile: ecco come chi lo ha realizzato ritiene vada utilizzato per tornare ad una sorta di normalità.

Abbiamo definito questo modello come un 10x10x3 dove: 10 sono le infrastrutture strategiche del Paese al cui interno si presentano filiere produttive e non solo, che in una sequenza di interventi temporali indicati in 10 passaggi permettono mappare le soluzioni tecnologiche per la proiezione su come far ripartire il Paese attraverso 3 differenti scenari. Con questa soluzione evidenziamo la necessità uscire dalla dialettica e dalla polemica fra le visioni prudenziali di tenere tutto chiuso e la visione fin troppo razionale di riaprire tutto” spiega il Professor Tonelli.

Dopo 3 mesi di lockdown il Paese sta ripartendo ma è necessaria, secondo l'equipe, una particolare cautela in quanto azioni singole, sebbene apprezzabili, non possono produrre un risultato efficace su una pandemia dal momento che non garantiscono la continuità.

In questi mesi abbiamo notato due aspetti fondamentali. Uno positivo, secondo cui il sistema ospedaliero presenta una saturazione del 30% quindi un'ampia capacità di gestione di eventuali pazienti e parallelamente un popolo che ha imparato a gestire a casa la cura del Covid se preso per tempo. L'aspetto negativo è invece legato al periodo di chiusura delle attività che non è mai stato realmente completo e alla sua attuale apertura” da queste premesse derivano le 10 ipotetiche strategie proposte dall'equipe:

1- adozione: linee guida nazionale

2- allineamento: dispositivi che diventino d'obbligo ma che il Paese possa offrire

3- adeguamento: sulle tempistiche delle varie città

4- identificazione: sulla sequenza corretta di apertura delle attività produttive

5- intervento: sostegno all'infanzia, scuole e centri estivi

6- potenziamento per lo smartworking per un periodo superiore agli 8 mesi

7- resilienza sul concetto di materiale sanitario che non prevde lo smantellamento delle strutture Covid ma il suo immagazzinamento

8- sviluppo culturale all'interno delle imprese su tutte le attuali e future normative

9- sviluppo tecnologico legato a nuove applicazioni

10- Sostenibilità: capacità di proiezione dei test e trattamento relativo adeguamento

Questo ci permette di arrivare alle 10 linee di intervento in cui sono state individuate le infrastrutture strategiche: industriale, economico finanziaria, ospedaliera assistenziale, giuridico normativa, logistica, scolastica, famiglia individuo, università ed enti di ricerca, di competenza, tecnologica. 3 invece sono gli scenari possibili: corrente (R0 viene mantenuto ad un valore 0.8 attraverso la permanenza delle misure correnti; migliorativo (R0 viene fatto scendere ad un valore sotto a 0.5 auspicabilmente 0.4 tipo Corea del SUD); peggiorativo (R0 torna ad un valore pre-misure restrittive del 12 ed addirittura abbiamo un effetto di ‘rimbalzo’ dato dal desiderio di ‘tornare ad una vita normale’).

Ad ottobre, come molti pensano, è probabile un ritorno dell'emergenza? Questo è un virus che ha tutte le caratteristiche dell'influenza e ci si aspetta che si vada verso una fase endemica estiva. E' molto probabile che avremo un ritorno piuttosto sostenuto nell'autunno che ci accompagnerà per il prossimo inverno. L'idea di effettuare tamponi e prelievi su tutta su 60 milioni di persone è impensabile. E' più razionale effettuare controlli mirati, partendo dai postivi e retrocedendo alla terza cerchia di amici e parenti con cui hanno avuto contatti, in modo da isolarli” commenta il Prof. Tonelli.

Come sarà influenzata la situazione dal cambiamento di temperature?Dopo 15 giorni di riapertura abbiamo avuto una sensibile diminuzione dei casi, dovuta alla temperatura e all'umidità. Da qualche giorno invece, assieme a pioggia e condizioni avverse, si è verificato un aumento dei contagi: è possibile studiare analogie fra una diminuzione di R0 e l'aumento delle temperature. Questo si sta comprendendo meglio ora che nell'emisfero opposto a noi stanno arrivando temperature più rigide e assieme anche un aumento delle persone contagiate” spiega il dottor Agostino Banchi.

Stefania Orengo

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