Politica - 21 maggio 2020, 18:00

Elezioni, il Comitato Scientifico non fa chiarezza, i Sindaci chiedono di andare alle urne il 28 giugno

Il governo di fronte ad un bivio, elezioni a fine giugno o annullamento del primo turno. A votare, nei ballottaggi, tutte le maggiori città francesi. Macron ha sentito anche Estrosi favorevole al voto il 28 giugno

Elezioni, il Comitato Scientifico non fa chiarezza, i Sindaci chiedono di andare alle urne il 28 giugno

S’infittisce il mistero sul secondo turno delle elezioni amministrative in Francia.

Se si attendevano lumi dal pronunciamento del Conseil Scientifique (CS) sulla fattibilità o meno dello svolgimento del ballottaggio a fine giugno, il comitato scientifico ha scelto di “non pronunciarsi” in modo chiaro e netto.

La relazione, consegnata al governo, pur senza esprime un parere contrario al voto a giugno, pone una serie di interrogativi, di rinvii nel tempo a quando sarà più chiara la situazione, a raccomandazioni che rendono problematica la decisione da parte del governo.

Ad essere interessate sono tutte le maggiori città di Francia, con un’alta densità di popolazione e questo preoccupa il Consiglio Scientifico che, pur non opponendosi, avverte che occorre essere preparati anche ad un rinvio all’ultimo momento se la situazione sanitaria dovesse appesantirsi.

In una situazione così, il Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ieri sera ha riunito, in video conferenza, i sindaci delle maggiori città francesi: Anne Hidalgo (Parigi), Jean-Claude Gaudin (Marsiglia), Christian Estrosi (Nizza), David Lisnard (Cannes), Gérard Collomb (Lione) e François Baroin (Troyes), oltre al Presidente dell'Associazione dei sindaci di Francia ottenendo invece un sostanziale e plebiscitario via libera allo svolgimento dei ballottaggi il prossimo 28 giugno.

Sarà ora il governo ad approfondire la situazione, prima di presentare una soluzione al Parlamento.
Sicuramente se elezione dovrà essere avverrà con una serie di precauzioni anche per lo svolgimento della campagna elettorale.

Per il momento la scelta “bascule” (per dirla alla francese) tra le elezioni il 28 giugno o l’annullamento del primo turno e il rinvio all’autunno con una nuova consultazione.

In questo caso la raccomandazione del Comitato Scientifico sarebbe quella di modificare la legge e di prevedere un solo turno, ipotesi che potrebbe minare una delle basi su cui poggia la stabilità del sistema francese, il ballottaggio.

Dimostrazione che i comitati scientifici sono importanti, sì, ma difficilmente posseggono una visione globale del problema e certe soluzioni proposte possono rivelarsi ben più deflagranti di un turno elettorale svolto tra plexiglass, mascherine, gel e distanziamento personale.
 



Beppe Tassone

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