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Business | 23 maggio 2020, 07:00

Settore turistico: le misure adottate in Francia

Il governo interviene con 18 miliardi di euro a sostegno del settore. Le principali misure

Quai des Etats Unis, Nizza

Quai des Etats Unis, Nizza

E’ stata definita “priorità nazionale”: il settore turistico, in Francia, è una cosa seria e l’attuale situazione di crisi viene affrontata con fermezza e con un rilevante utilizzo di risorse dalle autorità governative.

I rischi non sono solo quelli che derivano dalla chiusura delle frontiere sia verso le provenienze extracomunitarie, sia verso quelle comunitarie (barriere che dovrebbero cadere il 15 giugno), ma anche di una ripresa dell’epidemia in piena estate, con il generarsi di focolai, che potrebbero mettere a rischio la ripartenza.

Il governo è intervenuto a sostegno del settore turistico con uno stanziamento di tutto rispetto: 18 miliardi di euro che vanno ad aggiungersi a quelli stanziati per varie misure che, in una maniera o nell’altra, incidono anche sul settore del tempo libero.
Il tutto per tranquillizzare il settore ed anche per dare fiducia ai turisti.
Si sa che nella gestione del tempo libero è la “serenità” uno degli elementi discriminanti e, soprattutto per chi proviene dalla zona parigina e dall’Est del Paese, dopo mesi di morti, ospedalizzazioni e di timori, la tranquillità è il fattore principale.

Così tra le misure compare proprio la garanzia del rimborso di quanto anticipato, come caparra, nell’ipotesi le vacanze, prenotate per tempo, dovessero saltare all’ultimo momento a causa del riesplodere dell’infezione.

I gestori delle strutture (ristoranti, hotel principalmente) potranno usufruire di uno stanziamento di 3 miliardi di euro spalmati su 3 anni, garantiti dallo Stato.

La cassa integrazione, che per gli altri settori andrà ad affievolirsi a partire da giugno, resterà in pieno vigore fino a settembre. Si tratta di un sistema diverso da quello italiano, è denominato Chômage partiel e consente, a chi ne usufruisce, di poter lavorare, ad orario ridotto, con la copertura della differenza non percepita da parte del sistema pubblico.

Il settore continuerà ad usufruire, anche nel mese di giugno (già avviene da marzo), dell’esonero dal pagamento degli oneri previdenziali connessi ai salari, un risparmio valutato in 2,2 miliardi di euro.

Caffè, hotel e ristoranti, e le aziende del settore turistico degli eventi, dello sport e della cultura, fino ad un massimo di 20 dipendenti e 2 milioni di euro di fatturato, accederanno a fondi di solidarietà che potranno raggiungere l’importo di 10 mila euro.

Potenziato anche l’accesso ai prestiti bancari per il settore turistico, garantiti dallo Stato, con tassi di interesse più favorevoli rispetto a quelli normalmente praticati. La cifra che si potrà ottenere sarà pari al volume di affari registrato nei tre migliori mesi del 2019.

I comuni che lo desiderano potranno ridurre la tassa di soggiorno e fino a due terzi quella foncière delle imprese.

Infine l’utilizzo giornaliero dei ticket restaurant potrà raggiungere il plafond di 38 euro (raddoppiato rispetto al limite attuale) e i buoni pasto potranno anche essere utilizzati durante i week end e nei giorni festivi fino alla fine dell’anno.



Beppe Tassone

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