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Altre notizie | 24 maggio 2020, 08:38

Il Colonnello Giovanni Pastorelli da Nizza Marittima: chi lo ricorda? Chiesto il rispetto della memoria storica

Si chiede il ripristino della originaria iscrizione sul monumento a Lui dedicato

Il Colonnello Giovanni Pastorelli da Nizza Marittima: chi lo ricorda? Chiesto il rispetto della memoria storica

Il Presidente dell’Associazione Culturale “Identita’ Italiana – Italiani all’Estero”, Avv. Aldo Rovito, ha sollecitato un intervento del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti (Onorcaduti; organo del Ministero della Difesa) affinche’ sia salvaguardata la memoria storica nonche’ la dignita’ e l’identita’ personale del Colonnello Giovanni Pastorelli, Medaglia d’Oro al Valor Militare, caduto nella battaglia di Ain Zara (Tripoli) il 6 Dicembre 1911, durante la Guerra Italo-Libica.


            Il Colonnello Pastorelli, nato a Nizza Marittima il 29 Marzo 1857 da famiglia originaria di Briga Marittima, poco prima che gran parte della Contea di Nizza  (ad eccezione di Briga e Tenda) venisse ceduta alla Francia in forza dei famosi accordi di Plombieres che dovevano portare alla II^ Guerra d’Indipendenza. Allievo della Scuola Militare di Modena, nominato sottotenente di Fanteria nel 1879. Col grado di Tenente Colonnello partecipo’ nel 1908, con il 76^ Reggimento, all’opera di soccorso alle popolazioni calabro-sicule colpite dal terremoto. Lo scoppio della guerra italo-libica lo trova al comando del 40^ Reggimento Fanteria, con il quale sbarca a Tripoli il 12 Ottobre 1911, venendo dislocato nelle trincee sul fronte meridionale a difesa della citta’, impenato in duri combattimenti difensivi per tutti i due mesi di ottobre e novembre. All’alba del 4 Dicembre, il Reggimento del Colonnello Pastorelli, fu inviato ad occupare il campo trincerato turco attorno all’oasi di Ain Zara. La battaglia si risolse favorevolmente per le truppe italiane che costrinsero l’avversario a ritirarsi.  Purtroppo tra le truppe italiane si dovettero registrare 17 morti e 171 feriti. Tra i morti, il Colonnello Giovanni Pastorelli, al quale fu concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione: “Diede prova ammirevole di valore, trascinando co l’esempio, stando in prima linea con l’avanguardia per meglio dirigerla, i reparti del suo reggimento sottoposto ad intenso fuoco nemico, e, sebbene fereito a morte, trovo’ nella sua energia e nell’alto concetto che egli aveva della sua missione, la tranquillita’ d’animo e la forza, nel cedere il comando al tenente colonnello, di raccomandare a tutti l’onore del reggimento e della sua bandiera, che egli aveva sempre tenuto alto”. –  Ain Zara (Libia), 4 Dicembre 1911.


La salma del Colonnello Pastorelli sepolta nel cimitero di Ain Zara, fu spostata nel 1955 nel Sacrario Militare Italiano presso il Cimitero Cristiano di Tripoli e dal 1967 riposa nel Sacrario dei Caduti d’Oltremare di Bari.


Al Colonnello Pastorelli fu intitolata una via nel quartiere periferico Barona di Milano, una via nel centro di Nizza Marittima, una via a Briga Marittima, una palazzina alloggi nella Scuola di Fanteria di Cesano (Roma), e nel 1923 fu inaugurato un monumento a Lui dedicato nella Piazza San Martino di Briga Marittima Comune di origine della Famiglia Pastorelli), opera dello scultore torinese Davide Calandra.


Nel 1947 in seguito al Trattato di pace di Parigi del 10 Febbraio, furono ceduti alla Francia il Comune di Tenda e parte dei Comuni di Briga Marittima, Valdieri, e Olivetta San Michele.


Negli anni immediatamente successivi all’annessione, la Francia opero’una specie di pulizia etinica incruenta, vietando l’uso in pubblico della lingua italiana (altro che le disposizioni sul bilinguismo in Val d’Aosta , in Alto Adige e nella Venezia Giulia!), eliminando lapidi, tombali e non , in italiano, mutando la toponomastica italiana fin quasi al piu’ sperduto casolare. A quest’opera di genocidio culturale, non fu sottratto Il Monumento al Colonnello Pastorelli che non solo fu spostato dalla primitiva posizione nella piazza principale di Briga alla periferia del paese lungo il Levenza, ma dovette anche subire la francesizzazione del nome, tramutato in “Jean” Pastorelli, caduto su un non meglio identificato “champ d’honneur”.


L’Associazione chiede che il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti, promuova un intervento della nostra diplomazia presso le competenti Autorita’ Francesi affinche venga rispettata la memoria storica del Colonnello Giovanni  Pastorelli e del suo sacrificio mediante il ripristino della originaria iscrizione sul monumento a Lui dedicato, augurandosi che per il prossimo 6 Dicembre 2021 si possa assistere ad una degna celebrazione del 110^ anniversario dei fatti di Ain Zara.

rg

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